Fuorisede siciliani “bloccati” in altre regioni. Razza: «Al vaglio misure per favorire il rientro»

Sono al vaglio dei provvedimenti per favorire il rientro dei fuorisede in Sicilia. A dichiararlo è l’assessore alla Salute Ruggero Razza, in risposte alle domande e alle polemiche delle scorse ore. Al momento, specifica, «il ricongiungimento familiare per stato di necessità è già previsto».

Nelle scorse ore il deputato e capogruppo del PD all’ARS Giuseppe Lupo aveva puntato il dito contro il presidente della Regione Nello Musumeci: «I siciliani che si trovano fuori dalla Sicilia – ha affermato – hanno il diritto di poter tornare a casa loro. Musumeci non può limitarsi a dire “no” ai rientri, ha il dovere di affrontare il problema e di trovare soluzioni, salvaguardando la salute di tutti». Secondo l’esponente del Partito Democratico, infatti, occorre «attivare un programma di graduale rientro per i siciliani che fino ad ora sono rimasti “bloccati” in altre aree del Paese».

A rispondere alle richieste del deputato Giuseppe Lupo è l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza: «L’ingresso in Sicilia – chiarisce – è normato da un decreto del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro della Salute, che disciplina le modalità con cui si rientra nel territorio siciliano. Si tratta di un provvedimento, giudicato da tutti essenziale nella fase della diffusione del contagio, che ha raccolto la richiesta di limitare l’accesso all’Isola che il presidente Musumeci avanzava già dalla fine del mese di febbraio».

In ogni caso, prosegue l’Assessore: «Il tema del ricongiungimento familiare per stato di necessità è già previsto in quel provvedimento e non necessita di alcuna autorizzazione nuova. Tuttavia – aggiunge –, nelle prossime ore, valuteremo provvedimenti finalizzati a favorire il rientro dei fuorisede, che già oggi possono fare accesso nell’Isola, per come previsto dalla disciplina del ricongiungimento familiare».

Infine, Ruggero Razza replica seccamente al deputato Giuseppe Lupo: «Dovremmo evitare su questi temi polemiche speciose. È facile dire facciamo entrare tutti, ma esistono ancora oggi regioni con contagi di molte migliaia di persone, quindi serve gradualità e prudenza».

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