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Fresca e leggera come l’acqua dello Stretto: presentata a Messina la Birra Feluca – VIDEO

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Una birra artigianale, leggera, delicata, che sa di Sicilia, ispirata alle feluche che ogni giorno navigano sullo Stretto e pensata appositamente per Messina: è la nuova nata in casa Sikania, la Birra Feluca, presentata oggi, venerdì 7 maggio, a Palazzo Zanca dal Ceo dell’Azienda, il giovanissimo messinese Daniele De Vincenzo.

Antonella Mancuso, presidente dell’Associazione Feluche, definisce le tradizionali imbarcazioni di Messina «un museo che cammina, un’opera d’arte vivente»: sono le barche per la pesca del pescespada che ogni giorno, soprattutto in estate, ammiriamo sulle acque dello Stretto. A loro è ispirata la nuova birra di Sikania, appunto, la Birra Feluca, presentata oggi nel Salone delle Bandiere del Comune, che nei prossimi mesi approderà sulle tavole dei nostri ristoranti, e non solo.

A darle il benvenuto è l’assessore alle Attività Produttive della Giunta De Luca, Dafne Musolino: «Quella della birra Feluca è la prima presentazione che rifacciamo in presenza dopo tanto tempo che ci siamo dovuti fermare a causa del covid. Pian piano stiamo ripartendo per consentire la ripresa economica, quindi ben venga questa iniziativa che significa coraggio, intraprendenza e lungimiranza soprattutto in un momento come questo. Porto i saluti del Sindaco, che dice sempre come la crisi causata dal covid debba essere gestita, non subita. Mi fa piacere avere ospite qui la Birra Feluca. Non vediamo l’ora di vederla sui tavoli della ristorazione di tutta Messina».

Birra Feluca, tra passione e tradizione – VIDEO

presentazione della birra feluca a messina

La parola, in conferenza stampa, è poi passata poi a Daniele De Vincenzo, giovane imprenditore che a vent’anni ha scelto di fondare Birra Sikania. Oggi ci presenta la sua nuova Birra Feluca.: «Birra Sikania nasce nel 2015, si fa spazio tra le prime birre artigianali siciliane. Birra Feluca è l’ultima nata. È una birra leggera ad alta fermentazione, chiara, che si abbina benissimo a carni delicate e al pesce. L’idea nasce nel 2019 durante una passeggiata per la città. Ammirando il panorama, dalla Madonnina, allo splendido litorale, andando fino a Ganzirri, lo sguardo è caduto su una delle nostre tradizionali feluche. Da lì, l’idea di creare una birra, la birra Feluca. È una birra prodotta in Sicilia. Dopo tanti anni ci siamo riusciti a produrre in Sicilia».

Sulle critiche mosse nei giorni scorsi, Daniele De Vincenzo ha voluto fare una precisazione: «Ho visto delle critiche sul nostro prodotto, rispondo “ma se avessimo avuto l’opportunità di produrre a Messina non l’avremmo fatto?”. Noi siamo messinesi. I nostri prodotti però sono più amati all’estero e nel resto d’Italia. Spero che adesso con il birrificio qua in Sicilia la situazione cambi. Invito i miei concittadini ad acquistare i nostri prodotti, perché dietro un prodotto acquistato ci sono le famiglie».

Presente alla conferenza stampa anche la Presidente Welcome to Me e guida turistica, Grazia Occhino, che ha posto l’attenzione sul rapporto tra enogastronomia, tradizioni e turismo: «Quando si va in vacanza si gustano i prodotti tradizionali. Ecco, è questo che vogliamo accada con Birra Feluca, che entri a far parte di quest’esperienza per i turisti. La feluca è una tradizione messinese, ne parlo sempre con i turisti, che mostrano grande interesse. Anche la pescaturismo è una pratica che appassiona molto. Siamo sempre considerati una città di passaggio, quello che dobbiamo fare, anche grazie all’imprenditorialità di gente come Daniele, è impegnarci per far conoscere i nostri prodotti ai turisti».

Soddisfatto il presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina, che ha commentato positivamente la nuova iniziativa: «Parto da un dato, il saldo delle imprese è positivo. Ci sono più iscrizioni che cessazioni. Quello che emerge è che ci sono tanti giovani che stanno avviando nuove attività imprenditoriali. I giovani rappresentano la possibilità di creare un processo di riposizionamento competitivo a Messina. Questo processo deve essere legato alle nostre tradizioni, al nostro territorio, perché sono degli addendi».

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