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Erano il Ponte sullo Stretto di Messina, il Ministro Giovannini e la rettifica

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Il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili Enrico Giovannini fa di nuovo arrabbiare la deputata di Forza Italia, Matilde Siracusano. L’argomento è sempre lo stesso: il Ponte sullo Stretto di Messina.

La molla che avrebbe fatto scattare la Siracusano sarebbe stata una rettifica dello staff del Ministro a un’intervista a “Il Mattino” rilasciata da Giovannini (uscita domenica 8 agosto e disponibile online solo per gli abbonati del quotidiano campano) di cui non conosciamo l’esatto contenuto.

«La premurosa rettifica dello staff di Enrico Giovannini – si legge nella nota della deputata Matilde Siracusano – che smentisce il titolo di un’intervista che il Ministro aveva concesso a “Il Mattino”, ci svela il classico segreto di Pulcinella: il Governo non ha deciso e non intende decidere in merito alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina».

Il Ministro, la deputata e il Ponte sullo Stretto di Messina

Il 4 agosto il Ministro Giovannini era andato in Commissione presso le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati. Durante l’audizione, Giovannini ha detto che verrà redatto uno studio di fattibilità che dovrà concludersi entro la primavera del 2022.

«Uno studio di fattibilità tecnico-economico – ha detto il Ministro Giovannini – che possa indicarci quale sia la soluzione più adeguata per giungere nei tempi indicati a prendere una decisione definitiva: se quella del ponte a una o più campate e per la  quale verranno impiegati 50mln già individuati con la Legge di Bilancio 2021.

Lo Studio ha messo in evidenza che i numeri rappresentativi del traffico sullo Stretto di Messina sono rilevanti su scala nazionale: 11 milioni di passeggeri/anno, quanto gli aeroporti siciliani, 0,8 milioni veicoli pesanti/anno come il traforo del Frejus e più del Monte Bianco, 1,8 milioni veicoli leggeri/anno, più del Monte Bianco. Non a caso dalle analisi condotte, il Gruppo di lavoro ha stabilito che sussistono “profonde motivazioni” per realizzare l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina, a completamento del potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi».

Il Ministro Giovannini ha fatto inoltre presente che la prima fase del progetto di fattibilità dovrà concludersi entro la primavera del 2022. A questa seguirà una seconda fase nella quale dovrà aver luogo il dibattito pubblico per arrivare ad una scelta davvero condivisa con i diversi portatori di interesse coinvolti.

«Nel breve periodo – ha concluso il Ministro – istituiremo un nuovo gruppo di lavoro permanente, che veda coinvolti tutti gli attori pubblici e privati e la società civile per la gestione delle proposte progettuali individuate e per una maggiore condivisione delle scelte. Attualmente sono già in corso colloqui per stabilire una governance integrata con i presidenti della Regione Sicilia e della Regione Calabria».

Matilde Siracusano non ci sta

Dalle dichiarazioni del Ministro non si direbbe che non ci sia l’intenzione di realizzare il Ponte. Tuttavia, la Siracusano non sembra essere troppo convinta. «A questo punto – ha proseguito la Siracusano – lo diciamo da convinti sostenitori di questa grande opera, meglio non perdere tempo e non spendere inutilmente soldi pubblici con un ennesimo studio di fattibilità, che servirebbe solo a calmierare i grillini e quella parte della sinistra che ancora ragiona con le logiche dello scorso secolo.

Sarà il prossimo esecutivo, quello di centrodestra, a rivedere i progetti e a costruire il Ponte sullo Stretto. Con buona pace dei falsi ambientalisti e di coloro che vogliono continuare a relegare la Sicilia, la Calabria, e con loro l’intero Mezzogiorno a periferia del Paese. Una considerazione finale. In questi giorni, a Villa San Giovanni, agli imbarchi per Messina ci vogliono anche tre ore di attesa per cittadini e turisti prima di poter prendere un traghetto. Magari qualcuno del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili potrebbe provare in prima persona l’ebrezza di attraversare, nel 2021, un tratto di mare di tre chilometri impiegando quasi quattro ore».

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