È Nadia Caporlingua la nuova responsabile provinciale UGL giovani di Messina

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È la dottoressa Nadia Caporlingua la nuova responsabile provinciale Unione Generale del Lavoro (UGL) giovani a Messina. La nuova componente del sindacato, nominata dal segretario confederale Ezio Favetta e il segretario provinciale Antonino Sciotto, si è già messa al lavoro.

Classe ’89, laureata alla magistrale di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università di Messina e attualmente specializzanda in Farmacia Ospedaliera, adesso Nadia ha intrapreso una nuova strada nel tentativo di tutelare i giovani messinesi: «Credo fermamente – racconta Nadia – che al momento i ragazzi e il mondo del lavoro siano due isole troppo lontane e poco comunicanti tra loro. Per questo il nostro obbiettivo sarà quello di avvicinare queste realtà, partendo dalla formazione, dall’informazione e dalla sensibilizzazione. Sento la responsabilità di questo ruolo, soprattutto in un momento storico come quello che viviamo dove i giovani hanno bisogno di riacquistare un valore fondamentale che hanno ormai perso, ovvero la fiducia. Per tale motivo mi impegnerò affinché si raggiungano gli obiettivi preposti, dando il massimo per non deludere le aspettative e rendere l’Ugl di Messina un faro per tutti i ragazzi».

La giovane componente del sindacato ha già deciso di organizzare un evento a settembre per riunire tutti gli iscritti della provincia e parlare della programmazione delle attività. Inoltre, a causa della vastità del territorio  provinciale e con l’intento di creare una rete maggiormente efficiente, il segretario Sciotto ha deciso di dividere la Città metropolitana di Messina in tre macroaree –  jonica, tirrenica e centrale – nominando per ognuno di essi un responsabile per dare voce all’intera area messinese.

Infine Nadia Caporlingua ha annunciato quali sono gli i principali obiettivi che intende portare avanti: «Una delle attività di cui proprio oggi si è discusso presso il Ministero del Lavoro, è la sicurezza sul lavoro, tema particolarmente sentito dall’UGL alla luce dell’incremento di incidenti mortali nei primi sei mesi del 2019 con 482 casi, 13 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La soluzione potrebbe essere quella di rendere la sicurezza sul lavoro una materia scolastica».

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