assessore massimiliano (massimo) minutoli della Giunta De Luca

Disservizi al Cimitero di Granatari? Botta e risposta tra Sorbello e Minutoli

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«Estemporanee dichiarazioni infondate e frutto della fantasia compulsiva del consigliere Salvatore Sorbello»: così l’assessore ai Cimiteri, Massimiliano Minutoli, replica al video pubblicato sui social dall’esponente di Ora Sicilia in merito ad un episodio riferitogli e avvenuto al Cimitero di Granatari. Vediamo cos’è successo.

In sostanza, secondo quanto riportato dal consigliere comunale Salvatore Sorbello in questo video, nel momento in cui si stava per tumulare la salma di un uomo, gli addetti del Cimitero si sarebbero accorti che al suo posto c’era un’altra salma. Sulla questione è voluto intervenire direttamente l’assessore al ramo, Massimiliano Minutoli, che, dopo aver parlato con i tecnici e il custode del Cimitero, ha chiarito la questione.

Di seguito, la nota dell’assessore Massimiliano Minutoli: «Estemporanee dichiarazioni infondate e frutto della fantasia compulsiva del consigliere Sorbello. Nessuna occupazione errata e nessuna mancanza di programmazione. Ho sentito i tecnici comunali ed il custode che mi hanno chiarito la questione. Si tratta di un cellario denominato AF e insistente nel Cimitero di Granatari – Torre Faro realizzato intorno al 1994. Per la sua disposizione, possibilmente per un errore di progettazione, le lapidi risultano sfalsate rispetto ai perimetri di ogni singolo loculo; quindi il posto salma è libero e disponibile ma necessita smontare la lapide in questione per sistemare la nuova salma e ricollocare in maniera allineata il marmo identificativo delle salme ivi conservate».

«La polizia mortuaria – conclude Minutoli –, accertata la situazione, ha rinviato l’attività di tumulazione che verrà comunque espletata entro la prossima settimana. Mi recherò personalmente questa mattina al cimitero per rendermi conto della situazione e dirimere la questione. Per quanto accaduto sono però doverose le scuse ai familiari che contatterò direttamente».

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