Delibera Dexia, il PD: «De Luca non ha più una maggioranza in Aula e il voto lo dimostra»

collage del gruppo del pd in consiglio comunale: felice calabrò, gaetano gennaro, alessandro russo, antonella russoÈ ancora scontro tra il gruppo del Partito Democratico (PD)  in Consiglio Comunale e il sindaco di Messina Cateno De Luca. Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo rimproverano – ancora una volta – al Primo Cittadino lo scarso interesse a coinvolgere il Civico Consesso nelle decisioni che riguardano la città. Ulteriore dimostrazione sarebbe, secondo i consiglieri, l’aver portato troppo tardi in Aula una delibera complessa come quella riguardante la transazione sui derivati tra Palazzo Zanca e Dexia, lasciando così poco tempo per eventuali approfondimenti.

La votazione in Aula – che ha, sì, portato all’approvazione della delibera, ma con una maggioranza risicata (9 sì, 8 no e l’astensione del PD) –, sarebbe, secondo Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo, anche la dimostrazione che ormai il Sindaco di Messina non ha più in Consiglio Comunale quella maggioranza che si era consolidata con il “Cambio di passo”. Prova ne sarebbe stata l’assenza di buona parte del centrodestra, che avrebbe così fatto mancare il proprio appoggio, durante un dibattito fondamentale per il Primo Cittadino.

La delibera è infatti passata con i voti di Sicilia Futura, Libera Me, del consigliere Salvatore Serra e di Giuseppe Schepis del Movimento 5 Stelle, che questa volta ha votato in maniera opposta rispetto a quanto fatto dai suoi colleghi di partito. L’atto pone fine alla battaglia legale tra Dexia e il Comune di Messina, iniziata anni fa, attraverso un accordo con la banca con la quale nel 2006 il Comune aveva sottoscritto un contratto di finanza derivata che gli è costato migliaia di euro.

«Al primo vero appuntamento di rilievo per le sorti dell’Amministrazione in carica – afferma il PD – la maggioranza di De Luca non si è neanche presentata in Aula, dissolvendosi letteralmente, eccezion fatta per qualche singolo e per qualche forza politica che, in base allo schieramento di appartenenza, non dovrebbero politicamente appartenere allo schieramento del Sindaco. Tranne qualche eccezione – precisa – quasi tutti i consiglieri del centrodestra sono risultati assenti e senza il gruppo del PD non si sarebbe neanche potuto svolgere il dibattito in aula». Se quindi, anche questa volta, è passata la linea dell’Amministrazione, il futuro appare farsi più incerto, i numeri parlano chiaro.

La scelta dell’astensione, da parte del PD, deriva da un giudizio riguardante sia il percorso amministrativo seguito, sia la delibera in sé: «Ancora una volta – scrivono Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo in una nota – il Consiglio Comunale è stato chiamato a votare al limite della scadenza un atto molto delicato dal punto di vista contabile e dal forte impatto presente e futuro sugli equilibri di bilancio, senza tuttavia che gli sia stata data la legittima possibilità di approfondire la questione ed effettuare le valutazioni tecniche e politiche del caso».

«Per stessa ammissione dell’Assessore al contenzioso – aggiungono – la trattativa con Dexia, con la quale è in atto un contenzioso innanzi alla Corte inglese, è già in atto da più di un anno e, nonostante la competenza ultima fosse del Consiglio comunale, l’organo consiliare è stato investito della questione solo 72 ore prima della scadenza prevista nell’accordo conciliativo».

Troppo poco tempo, insomma, denunciano i consiglieri del PD, per studiare e valutare in maniera approfondita la questione: «A conclusione del dibattito le risposte che sono state fornite da tecnici e dall’amministrazione, a nostro avviso, non sono state né complete, né soddisfacenti. I dubbi e le perplessità sono rimasti non solo al gruppo del PD ma all’intera aula, anche a coloro che alla fine hanno deciso di esprimere voto favorevole sull’atto deliberativo.

«La mancanza di sufficienti garanzie circa l’effettivo vantaggio economico per l’Ente a sottoscrivere la transazione – sottolineano gli esponenti del Partito democratico –, gli insufficienti chiarimenti su aspetti specifici e l’atteggiamento ultimativo posto in essere dall’Amministrazione nei confronti dell’intero Consiglio non potevano far assumere una posizione diversa dall’astensione».

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