Degrado a Capo Rasocolmo. Biancuzzo: “La spazzatura danneggia il turismo”

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Detriti, copertoni e spazzatura danno il “benvenuto” ai bagnanti a Capo Rasocolmo. A seguito delle numerose segnalazioni, il consigliere della VI Circoscrizione, Mario Biancuzzo, chiede di prendere provvedimenti all’Assessore, al Dirigente ai Lavori Pubblici e a MessinAmbiente.

“A Capo Rasocolmo – scrive Biancuzzo – alcuni incivili hanno abbandonato detriti all’inizio della strada e spazzatura e copertoni fanno da corona ai numerosi bagnati e turisti che si recano in spiaggia per godere dell’incantevole luogo incastonato sotto una altura di pietrame e sabbia”.

100_3682“Alcuni volontari – aggiunge – hanno realizzato con dei piccoli paletti una discesa per raggiungere la riva e hanno posto una corda come corrimano per aggrapparsi e facilitare  la salita. Una lodevole iniziativa, peccato che il solito incivile di turno ha scaricato del pietrame, sicuramente proveniente da qualche lavoro realizzato in nero”.
“Una meta da valorizzare – sottolinea Mario Biancuzzo -, ma la totale mancanza di luce sulla strada, soprattutto nelle ore serali, determina una situazione di grave pericolo per i numerosi mezzi in transito e per i pedoni che la percorrono.

100_3684Pertanto, Mario Biancuzzo, consigliere della VI Circoscrizione chiede “all’assessore ai lavori pubblici, Sergio De Cola, e al dirigente Antonio Amato  di voler intervenire ed attuare la delibera della Giunta municipale n. 972/2011 e la delibera n. 5 esitata dalla 6 Circoscrizione il 18 Gennaio 2012, dove è inserito l’ultimazione dell’impianto di pubblica illuminazione, l’apposizione, nel tratto direzione per Caporasocolmo, di 10 pali per eliminare un problema veramente urgente a tutela della pubblica e privata incolumità e per consentire l’incremento turistico nel Villaggio San Saba, che ho sempre definito fiore all’occhiello di tutti i villaggi della riviera nord; a MessinAmbiente di eliminare i materiali inerti e la spazzatura ed i copertoni, abbandonati da qualche padroncino per disfarsene e che usa il territorio come pattumiera”.

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