Foto della sede principale di AMAM a Messina

Crisi idrica del 2015 a Messina: vinta la class action. AMAM dovrà risarcire gli utenti

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Il Tribunale di Palermo condanna l’AMAM Messina a risarcire i cittadini che hanno partecipato alla class action portata avanti dall’Unione Nazionale Consumatori a seguito della crisi idrica del 2015. Il risarcimento sarà di 600 euro a persona e coinvolge circa 500 messinesi.

«Grande soddisfazione per il risultato ottenuto, che ha visto riconoscere i diritti dei consumatori per la mancanza di acqua»: a commentare è l’avvocato Mario Intilisano, Presidente del Comitato di Messina dell’Unione Nazionale Consumatori e difensore nel giudizio in questione. A seguito della crisi idrica che ha colpito la città dello Stretto tra l’ottobre e il novembre del 2015, l’Unc ha promosso una class action, la cui sentenza è stata emessa nelle scorse ore.

Il Tribunale di Palermo ha recepito le tesi sostenute dell’Unc e ordinato il pagamento a ciascun utente di 50 euro al giorno per i primi due giorni (25 e 26 Ottobre) e di 100 euro al giorno per i successivi giorni (dal 27 Ottobre al 31 Ottobre), per un totale di 600 euro per ognuno dei partecipanti alla class action.

«Nessuno può dimenticare le sofferenze patite dai cittadini messinesi in quei giorni – scrive Intilisano –, tutti in fila dietro le autobotti con i bidoni per ricevere un bene così vitale. Oggi, finalmente, viene riconosciuto un indennizzo per quanto ingiustamente patito. Auspichiamo che l’Amam provveda senza indugio a pagare quanto stabilito dal Tribunale e che la lezione serva da monito per il futuro».

Class action crisi idrica 2015 a Messina: il commento di Comune e AMAM

A commentare la class action, con una nota condivisa da Palazzo Zanca, il sindaco di Messina, Federico Basile, e la governance di AMAM.

«Nel prendere atto della sentenza del tribunale di Palermo – scrive AMAM – sulla class action proposta dalle associazioni dei consumatori a seguito della crisi idrica che ha interessato la città di Messina nel 2015, causata dalla rottura dell’Acquedotto Fiumefreddo, e nelle more di un’analisi sulle motivazioni del provvedimento giurisdizionale che sarà effettuata dai legali di A.M.A.M. S.p.A., non si può essere ancora più convinti e decisi in merito all’azione di rinnovamento ed efficientamento dei servizi idrici e delle infrastrutture a servizio della distribuzione idrica e della depurazione».

«Si deve infatti riconoscere – prosegue l’Azienda – che a fronte di quell’insostenibile perdurare della crisi idrica dell’ottobre/novembre 2015, AMAM da 5 anni a questa parte ha investito nella progettazione e realizzazione di interventi finalizzati all’efficienza nella distribuzione, ma anche nella messa in sicurezza delle reti idriche e delle condotte di grosse dimensioni, in tale ottica vanno inquadrati gli interventi che hanno riguardato la sostituzione di tratti di acquedotto Fiumefreddo effettuati nel 2019 nel territorio di Forza D’Agrò, come anche quello che dal prossimo venerdì 25, sarà avviato nella zona di Piazza D’Armi».

«È proprio la prevenzione a guidare l’azione di AMAM – conclude l’Azienda – nel programmare lavori di mitigazione del rischio, mediante la ricerca perdite che oltre a recuperare volumi importanti di risorse idriche, evitano emergenze come quella del 2015».

A commentare, anche il sindaco Federico Basile: «Proprio in memoria dell’evento del 2015 – dice il Primo Cittadino – sono stati impartiti ad AMAM indirizzi ferrei finalizzati ad una gestione virtuosa in termini di prevenzione che faccia dimenticare quella drammatica emergenza e le relative fasi gestionali».

I lavori in programma da venerdì 25 a piazza D’Armi sono finalizzati all’ammodernamento della rete idrica, proprio con l’obiettivo di evitare emergenze come quella del 2015, precisa, infine, la presidente di AMAM, Loredana Bonasera.

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