Coronavirus. «Vado dall’amante»: le 7 autocertificazioni più strane raccolte dalle forze dell’ordine

C’è chi va a trovare l’amante e chi esce per cacciare i Pokemon: nelle ultime settimane gli italiani si sono sbizzarriti e sulle autocertificazioni per gli spostamenti hanno scritto le motivazioni più strane. Vediamone insieme alcune, più o meno credibili, raccolte dalle forze dell’ordine negli ultimi giorni e riportate dai media locali e nazionali.

Va detto, le stesse istituzioni hanno confermato più volte che, in linea di massima, da Nord a Sud, gli italiani si stanno attenendo scrupolosamente alle disposizioni date dal Governo e dalle amministrazioni locali per contenere la diffusione del coronavirus. C’è qualche sparuta minoranza che viola, anche in maniera eclatante, le regole, ma la maggior parte delle persone si sta comportando in maniera diligente. Spiccano però, tra i resoconti di questi giorni, autocertificazioni piuttosto bizzarre, tanto da arrivare fino alle pagine dei giornali nazionali. Vediamone alcune.

Secondo quanto riporta “Il Giornale”, un 31enne di Como avrebbe scritto sull’autocertificazione richiesta dalle forze dell’ordine che doveva dare la caccia ai Pokemon. L’uomo era uscito di casa con la figlia, dopodiché l’avrebbe riaccompagnata e sarebbe rimasto in giro a giocare a Pokemon Go. Il gioco, infatti, consiste nel catturare i Pokemon beccandoli con il cellulare in giro per casa o per la città.

Nel mirino delle forze dell’ordine, un altro 31enne beccato in giro a Catania. Al momento del blocco nei pressi dell’Ospedale Garibaldi, scrive Repubblica, l’uomo ha scritto sull’autocertificazione che stava andando a lavoro: fa il parcheggiatore abusivo proprio nel posteggio della struttura. Già multato per aver praticato un’attività illecita, il 31enne è stato sanzionato ancora una volta per la violazione delle norme sul contenimento del coronavirus.

A Lucca, riporta invece Adnkronos, due persone, un uomo e una donna vengono fermate in macchina insieme. Alle domande dei Carabinieri rispondono che stanno andando a fare la spesa, attività sì consentita, ma ad un solo membro della famiglia per volta (a meno che questi non debba portare con se un bambino). La moglie allora si giustifica spiegando che deve accompagnare lei il marito, perché lui non è in grado di fare la spesa da solo, non sa come scegliere cosa comprare.

C’è poi anche chi l’autocertificazione ce l’ha in regola perché effettivamente sta andando a lavorare e lo dichiara, ma ci va guidando ubriaco. È il caso di un dipendente di un’azienda di onoranze funebri di Ivrea, riportato da Repubblica, che, sottoposto al test perché apparentemente poco lucido, è stato trovato con un tasso alcolemico di 5 volte superiore al consentito.

A La Spezia, secondo quanto riportato da Il Messaggero, c’è poi chi tra le “necessità essenziali” inserisce quella di andare dall’amante. Un uomo è stato fermato dalle forze dell’ordine intorno alle 21, qualche giorno fa, e, interrogato su dove stesse andando ha spiegato che stava rientrando a casa dopo essere stato dall’amante.

Dall’altra parte della barricata c’è invece una donna di Nettuno (in provincia di Roma) che, beccata dai Carabinieri in giro di notte ha spiegato, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano: «Seguo mio marito per vedere se ha un’amante».

Non sono sfuggiti ai controlli delle forze dell’ordine, come riporta La Stampa, quattro infermieri e un fisioterapista, riuniti a mangiare a casa di una sesta persona. Sull’autocertificazione mostrata ai Carabinieri (allertati dai vicini) avevano scritto come motivazione “pranzo insieme a colleghi di lavoro”.

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