Coronavirus. Uiltrasporti: «Si chiuda lo Stretto di Messina a treni e auto private»

fila di macchine ai traghetti dalla calabria a messinaIl governo nazionale ha disposto un’ulteriore stretta ai collegamenti tra Calabria e Sicilia, ma per UilTrasporti non basta, e l’esodo degli scorsi giorni ne sarebbe la prova. Il sindacato scende  in campo e chiede alle istituzioni di chiudere lo Stretto di Messina ai treni e alle auto private, (con alcune eccezioni).

Dopo le immagini circolate nelle scorse ore e riguardanti le code ai traghetti in direzione di Messina del weekend, da più parti è stata chiesta una linea più dura. Se il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha ribadito la necessità di maggiori controlli, UilTrasporti chiede un passo in più.

«Le ormai solite scene viste questa notte – scrive il sindacato – con un esodo quasi estivo per volume di autovetture imbarcate a Villa San Giovanni verso la Sicilia sulla nave di Caronte&Tourist fanno il paio con gli inusuali volumi di traffico passeggeri che riscontriamo ancora giornalmente sull’unico treno Inter City rimasto tra le sponde dello Stretto e che continua a sfornare una media di oltre 100 passeggeri al giorno verso la Sicilia. Lo stesso traffico di mezzi sulle navi si è registrato anche nelle serate di venerdì e sabato, dunque per l’intero fine settimana».

Per questi motivi, UilTrasporti chiede ai Prefetti di Reggio Calabria e Messina di dialogare con il Ministero per ottenere l’applicazione stringente di quanto previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute e del Ministero dell’Interno, poi recepita dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, in vigore dal 23 marzo. I due documenti, si ricorda, vietano gli spostamenti dal comune in cui ci si trova, se non «per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute».

«Non abbiamo dubbi – sottolinea Michele Barresi, segretario generale della UIltrasporti Messina –del massimo sforzo intrapreso per i dovuti controlli da parte di Protezione Civile e forze dell’ordine ma quella nave e quel treno sono e restano “potenziali bombe sanitarie” per i tanti lavoratori impegnati e per tutti i cittadini siciliani chiamati a fare sforzi e sacrifici enormi per contenere il contagio».

Queste, nello specifico, le richieste di Uiltrasporti ai Prefetti di Reggio Calabria e di Messina: «Si valuti di sospendere, tranne che per sanitari e forze dell’ordine, ogni forma di traghettamento di passeggeri su gomma lasciando il transito merci e di interrompere per almeno sette giorni  il trasporto ferroviario in entrata per la  Sicilia».

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