Coronavirus. Nuovo esodo verso la Sicilia. L’ira di Musumeci: «Non siamo carne da macello»

Nuovo esodo dal Nord verso la Sicilia nel weekend appena trascorso, nuove file ai traghetti che dalla Calabria portano a Messina. A commentare le immagini sono Cateno De Luca e Nello Musumeci che chiedono l’intervento del governo per far rispettare la recente ordinanza del Ministero della Salute e di quello dei Trasporti che vieta gli spostamenti tra comuni.

Queste le dichiarazioni del presidente della Regione Sicilia che commenta le immagini delle code ai traghetti nei giorni appena trascorsi: «Mi segnalano che a Messina stanno sbarcando dalla Calabria molte persone non autorizzate – ha scritto. Non è possibile e non accetto che questo accada. Ho chiesto al Prefetto di intervenire immediatamente. C’è un decreto del ministro delle Infrastrutture e del ministro della Salute che lo impedisce. Pretendo che quell’ordine venga rispettato e che vengano effettuati maggiori controlli alla partenza. Il governo nazionale intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello!».

Poco dopo, un secondo post del governatore Nello Musumeci che aggiorna sugli ultimi sviluppi: «Ho appena avuto conferma dalla prefettura di Messina che saranno ulteriormente intensificati i controlli sullo Stretto. Possono passare, alla luce del provvedimento nazionale, solo i pendolari che svolgono servizio pubblico, come sanitari, forze armate e di polizia. Basta. Stiamo facendo sacrifici enormi e bisogna dare certezze a tutti i cittadini che questa fase è seguita con impegno».

L’ordinanza di stop agli spostamenti tra i comuni è entrata in vigore ieri, domenica 22 marzo, ma questo, stando alle immagini condivise dal Presidente della Regione Nello Musumeci, sembrerebbe non essere bastato a fermare l’esodo verso la Sicilia. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, entrato in vigore oggi, recepisce l’ordinanza, ne estende gli effetti fino al 3 aprile 2020 ed elimina la possibilità di «rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

Ci si può muovere tra i comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Stop agli spostamenti tra comuni: il testo dell’ordinanza del 22 marzo

A partire dallo scorso 22 marzo è entrata in vigore l‘ordinanza varata dal Ministro della Salute Roberto Speranza e dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che limita ulteriormente gli spostamenti in Italia. Nello specifico, è vietato spostarsi dal comune in cui ci si trova se non per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Questo quanto disposto dellart. 1 dell’ordinanza del 22 marzo 2020: «Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute».

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