Coronavirus. Nello Musumeci: «Per la Sicilia una legge con misure meno restrittive»

nello musumeci, presidente della regione sicilianaUn provvedimento anti-covid ad hoc per la Sicilia che adotti misure meno restrittive rispetto a quelle disposte dal Dpcm Conte del 24 ottobre 2020: è questo ciò che “bolle in pentola” alla Regione. La discussione sulla misura è stata prevista per la serata di ieri e, presumibilmente, nel corso della giornata di oggi, mercoledì 28 ottobre, dovrebbero essere diffusi i dettagli. Intanto, il presidente Nello Musumeci ha chiarito quale sarà la linea del documento.

«Con tutto il rispetto per il governo nazionale – ha dichiarato il Governatore – riteniamo di avere diritto a disciplinare su alcune materie le misure che i presidenti di Regione possono adottare. Misure che finora sono state restrittive e che potrebbero essere estensive».

In particolare, spiegano dalla Regione, l’idea è quella di adottare misure meno stringenti per quel che riguarda il settore dei beni culturali, del turismo e della ristorazione. Tra le opzioni al vaglio della Giunta Musumeci ci sarebbe, innanzitutto, la possibilità di far slittare in avanti l’orario di chiusura di bar, ristoranti e locali rientranti nella stessa categoria. A giustificare tale scelta, il fatto che, afferma il Governatore, «il dato epidemiologico in Sicilia non presenta una condizione di grave emergenza» e quindi «il tessuto imprenditoriale ancora può organizzarsi nel rispetto delle linee guide della conferenza Stato-Regioni».

Ma come dovrebbe fare la Regione per modificare in senso estensivo le misure previste dal Dpcm? Adottando, chiarisce il presidente Musumeci «un disegno di legge che richiami nella forma e nella sostanza la legge già approvata dal governo centrale. Se lo ha fatto Bolzano – aggiunge – non capisco perché non farlo in Sicilia. Mi auguro che su questo tema si possa trovare la condivisione del parlamento».

«Noi non siamo in condizione di emergenza o grave emergenza – ha poi ribadito Musumeci. Ma non escludiamo lo si possa arrivare con il moltiplicarsi di contagi come in Umbria che nelle ultime settimane hanno superato il 200 per cento. Ma comunque – conclude – la Sicilia ha rafforzato il proprio sistema sanitario con oltre tremila operatori. Siamo tra le regioni italiane che si sono dotate per prime di tamponi e test sierologici. Abbiamo testato oltre 460mila casi singoli con test molecolari e oltre 250mila con i test sierologici».

 

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