Coronavirus. De Luca: «A Conte dico che non ci stiamo, ecco cosa farei al suo posto»

coronavirus. foto del sindaco di messina cateno de luca con la mascherina«Il nuovo dpcm Conte è figlio del vorrei ma non posso»: senza giri di parole, Cateno De Luca si scaglia (di nuovo) contro il Governo centrale. Il sindaco di Messina critica le misure adottate per l’avvio della fase 2 della lotta al coronavirus, immagina cosa farebbe se fosse il Presidente del Consiglio e annuncia una nuova ordinanza.

Misure differenziate per le diverse zone d’Italia, in base al numero dei contagi; una data unica per la riapertura di tutte le attività; maggiore potere ai sindaci e, naturalmente, una banca dati: sono questi i punti chiave della Fase 2 secondo il piano immaginato dal primo cittadino di Messina. Cateno De Luca lancia un nuovo attacco contro il Governo Conte e segnala cosa secondo lui non va nel nuovo dpcm e cosa si sarebbe dovuto fare.

«Cosa farei se fossi Conte?»: la Fase 2 secondo Cateno De Luca

Il Sindaco di Messina si chiede “Cosa farei se fossi Conte?”. Ecco cosa si è risposto: «Parto dalle precondizioni per ripartire, ovvero prendere atto della diffusione epidemiologica su tutto il territorio nazionale – il 70% è concentrato su quattro regioni del Nord. C’è una chiara distinzione territoriale che deve essere presa in considerazione.  Quindi, alla luce di ciò, occorrono norme restrittive al Centro-Nord (in particolare Lombardia e Piemonte) e più flessibili per le regioni del Sud, in cui il contagio è sotto la media nazionale, stabilendo comunque il criterio di libertà vigilata».

«In seguito – continua – darei mandato a ogni regione e comune di definire il dettaglio amministrativo di tali norme generali, stabilendo a monte i principi dispositivi, fermo restando che le macro aree sono definite. Altro punto che toccherei è la data di ripartenza. Darei una data certa agli italiani, affinché tutte le attività commerciali seguano dei protocolli di adeguamenti strutturali propedeutici alla riapertura».

In più, il sindaco di Messina fa una precisazione circa i modi differenti in cui le attività economiche sarebbero state gestite tra Nord e Sud durante la fase più acuta dell’emergenza coronavirus: «Per le zone del centro-nord c’è da fare un chiarimento. Lì il sistema imprenditoriale ha continuato a lavorare in deroga, al contrario del meridione in cui tutte le attività principali si sono fermate. Il meridione e la Sicilia, fatta di Pmi (Piccole e medie imprese, ndr) hanno chiuso perché non avevano la possibilità di lavorare in deroga».

Esenzione dalle tasse e suolo pubblico gratuito

Per quel che riguarda, poi, le misure economiche a sostegno di famiglie e imprese, Cateno De Luca propone di: «Fare una norma per consentire l’esenzione dalle tasse locali per i comuni che ne abbiano la possibilità economica». Mentre per le attività economiche come bar o ristoranti la proposta è quella di consentire ai sindaci di dare gratuitamente il suolo pubblico a chi ne abbia bisogno per il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Misure per il meridione: una banca dati per le attività economiche

Per il Sud Italia, dove attualmente i casi di contagio sono minori, il sindaco di Messina propone che: «Si apre tutto a condizione che sia istituita una banca dati nella quale inserire tutti i dati delle attività economiche». Sempre attraverso questo database si provvederebbe a istituire un sistema di prenotazioni per garantire ingressi “contingentati” nei locali in base agli spazi disponibili e alla possibilità di mantenere la distanza di sicurezza tra le persone. Soprattutto per il luoghi chiusi, aggiunge, ci vorrebbero dei distributori di mascherine al costo di 50 centesimi e dispenser di gel igienizzante per le mani.

«Certo – specifica –, occorre il tempo per organizzarsi, ma avremmo il tempo per ripartire tutti: bar, pasticcerie, ristoranti, centri bellezza, barbieri, abbigliamento, cimiteri, chiese, tutti. Il principio è quello delle entrate contingentate, con orari prestabiliti e proporzionate alle superfici dei locali, per evitare assembramenti ingiustificati».

L’ordinanza

Queste proposte, rese pubbliche ieri durante l’usuale diretta Facebook pomeridiana del sindaco Cateno De Luca, dovrebbero nelle prossime ore prendere la forma di “un’ordinanza sotto il profilo dell’ordine pubblico”.

L’attacco a Musumeci: «Avanzo queste proposte per le omissioni del Presidente della Regione»

Oltre a criticare aspramente il decreto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il sindaco di Messina Cateno De Luca non rinuncia a scagliare frecce avvelenate contro il governatore Nello Musumeci, accusandolo di non fare abbastanza per la Sicilia.

«Rammento – afferma il primo cittadino – che se sto avanzando tali proposte è anche per colpa delle omissioni del Presidente Musumeci, il quale non riesce a imporre i nostri diritti a Roma. Magari il Presidente Musumeci di me non si vuole occupare, ma almeno si occupasse di cose serie per tutelare l’economia siciliana».

«Dunque – prosegue – porterò avanti il lavoro che non è stato fatto né dal Presidente Conte né dal Presidente Musumeci, mediante quest’ordinanza sotto il profilo dell’ordine pubblico. Per condividerla invierò copia al Prefetto, in modo da scongiurare che scoppi la rivoluzione in tutto il Meridione, perché essere trattati così, come carne da porco non è giusto. Non sono disponibile a essere trattato così, né da Conte né da Musumeci».

«Se serve – conclude –, sono pronto anche a rischiare di essere dichiarato decaduto dalla carica di Sindaco».

(701)

2 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *