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Città Metropolitana. De Luca proroga le ferie forzate, disagio tra i dipendenti in protesta

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La Città Metropolitana rimarrà chiusa: a renderlo noto il sindaco Cateno De Luca. Le ferie dei dipendenti verranno prorogate per un’altra settimana, in attesa di una risposta della Regione.

Intanto alla Città Metropolitana continua il sit-in dei lavoratori.

dipendenti in protesta città metropolitana di messina«E tu che autonomia hai? – così inizia un post su Facebook di uno dei dipendenti in protesta – Erano questi i discorsi che si facevano stamattina, nel Salone degli Specchi, tra i gruppetti di colleghi in presidio. E ci si riferiva al numero di mensilità che ciascuno, con la relativa famiglia, potrebbe eventualmente sopportare nell’ipotesi ormai quasi certa della possibile mancanza, o quantomeno del ritardo, del proprio stipendio. La risposta è unanime: uno, due mesi. E poi?».

Sono queste le incognite dei 700 dipendenti, mentre è stata redatta la bozza di ordine del giorno da far approvare al Parlamento Siciliano.

All’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) si dovrà discutere del destino della Città Metropolitana di Messina, che rischia di chiudere per “il prelievo forzoso dello Stato e per i mancati interventi per sterilizzare parte degli effetti di tale meccanismo che invece nel triennio 2016/2018 è stato in parte attutito per gli Enti intermedi delle Regioni a Statuto ordinario da appositi provvedimenti statali”.

«La Regione Siciliana – si legge nel documento – nell’ambito delle intese Stato-Regione si era impegnata a trasferire maggiori somme alle ex Province siciliane nell’identica misura prevista dallo Stato per le ex Province delle altre regioni a statuto ordinario per il triennio 2016/2018, per sterilizzare parte degli effetti del prelievo forzoso, per un importo di circa 70 milioni di euro annui. I trasferimenti sono stato integrati solo per il 2017 e il 2018 assegnando complessivamente 111.475.000 euro ed 111.050.000 euro di risorse, insufficienti per potere assicurare l’equilibrio strutturale degli Enti e garantire l’assolvimento delle funzioni fondamentali assegnate».

Nei giorni scorsi il Sottosegretario al Ministero dell’Economia, Alessio Villarosa si è impegnato a risolvere le questioni “di carattere ordinamentale per la chiusura in disequilibrio dei bilanci 2018 delle ex Province siciliane con il reperimento delle relative somme mancanti per differenza rispetto all’avanzo di amministrazione, sulla scorta dei risultati di amministrazione 2018 di ogni singolo Ente, da destinare a copertura delle stesse negli esercizi finanziari successivi (2019/2021) mediante apposito provvedimento derogatorio in corso di definizione”.

«Il Sottosegretario Villarosa – si legge nel documento – si è impegnato per il triennio 2019/2021 ad individuare e trasferire alle ex Province siciliane le medesime somme derivanti dall’intervento di sterilizzazione già applicato alle ex province delle altre regioni a statuto ordinario e che ammonta a circa 50 milioni di euro annui»

«Al netto degli avanzi di amministrazione di ogni singola ex provincia siciliana servirebbero circa 20 milioni di euro annui in aggiunta ai circa 50 milioni di euro che lo Stato trasferirebbe alle ex province siciliane per il triennio 2019/2021, per favorire gli equilibri strutturali degli Enti, oltre ad un ulteriore impegno finanziario pari alle quote di disavanzo di ogni Ente che si registreranno a rendiconto 2018, che qualora dovesse essere assunta la norma derogatoria, dovranno essere ripianati nel corso degli esercizi 2019/2021 mediante intervento finanziario del Governo nazionale. Per questo impegna il Governo regionale a reperire con priorità su ogni altra legge di spesa le somme mancanti per evitare il dissesto finanziario delle ex Province siciliane che ammonta a circa 20 milioni di euro annui per il 2019 – 2020 – 2021, in aggiunta a quelle già consolidate».

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