Cassa integrazione in deroga in Sicilia. Musumeci: ecco cos’è successo

Dopo il polverone e le polemiche dei giorni scorsi sulla questione della Cassa integrazione in deroga in Sicilia, il presidente della Regione Nello Musumeci ha voluto fare chiarezza, insieme all’assessore al Lavoro Antonio Scavone, su quanto è accaduto e sta accadendo: «Chiedo scusa e mi assumo per intero la responsabilità politica» ha dichiarato il Governatore.

La Regione Siciliana è finita nel mirino per due ragioni: i ritardi nell’erogazione della cassa integrazione in deroga (prevista dal decreto Cura Italia) alle aziende del territorio che ne hanno fatto richiesta; il presunto accordo con i sindacati finalizzato a dare un bonus di 10 euro ai lavoratori dei centri per l’impiego per ogni pratica di cassa integrazione in deroga ultimata.

Sulla seconda vicenda, il Presidente Nello Musumeci non ha voluto esprimersi, si è limitato a commentare: «Sembra essere stato un fuoco di paglia e sembra riguardasse solo alcune città dell’Isola. L’accordo è stato sconfessato dagli stessi sindacati».

Per quel che riguarda, invece, i ritardi, sembrerebbe che tutto sia legato al sistema utilizzato, alla piattaforma informatica ritenuta inadeguata alla situazione.

Cassa integrazione in deroga, Musumeci: ecco il perché dei ritardi

A spiegare a grandi linee cosa sarebbe successo, è stato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Il Governatore, però, prima di entrare nel merito della questione, non ha risparmiato la polemica: «Le iene e gli sciacalli sono una fauna diffusa nell’ambiente politico, in modo particolare in Sicilia, perché l’habitat è quello adatto. Invece di avere rispetto per l’emergenza e per la gente che si impegna a fare il possibile, ci si avventa sulla preda con una bramosia, con una voglia assoluta di vendetta. Ma lasciamo stare, ne riparleremo in un’altra occasione».

Il Presidente ha poi proseguito: «Voglio intanto chiedere scusa a tutti i lavoratori che hanno atteso e attendono di poter riscuotere le risorse che gli spettano. So di tanta sofferenza, abbiamo ricevuto centinaia di lettere che evidenziano lo stato d’ansia che vivono le famiglie. Chiedo scusa e mi assumo per intero la responsabilità politica di quanto è accaduto».

«Andrò fino in fondo – ha proseguito – per capire se c’è stata condotta dolosa nei ritardi per la corresponsione del denaro legato alla cassa integrazione. Se c’è stata responsabilità dolosa da parte del qualcuno, vi assicuro che pagherà».

Musumeci: «Una piattaforma sbagliata»

La causa dei ritardi per l’erogazione della cassa integrazione in deroga deriverebbe, ha spiegato Nello Musumeci, dal sistema utilizzato per processare le pratiche da inviare all’INPS. Una piattaforma informatica, ha chiarito, inadeguata alla situazione.

Per far comprendere meglio di cosa stesse parlando, il Governatore ha voluto fare un esempio pratico, partendo comunque dai dati a disposizione: «Abbiamo espletato e trattato 27.400 pratiche in questi 10 giorni su un totale di circa 40mila pratiche».

«In teoria siamo oltre il 50%, in pratica no – ha proseguito. Perché adesso ci sono altri passaggi: l’INPS prima di erogare si prende qualche altro giorno per fare le necessarie verifiche. Vi faccio un esempio per far comprendere alcune difficoltà: se nel modulo il codice fiscale è posizionato più in basso o più in alto rispetto a dove dovrebbe stare, il sistema non lo accetta, quindi deve tornare indietro. Questi sono i limiti dell’elettronica.

«La piattaforma adottata all’inizio – aggiunge – prevedeva che le pratiche andassero esaminate una per volta, anche sono tutte uguali. Lì è l’errore, è stata adottata una piattaforma sbagliata. In altre regioni questo non è avvenuto, venivano trattate contemporaneamente centinaia di pratiche. L’errore è stato scoperto dopo qualche giorno».

«Continuando con questo modello – ha concluso – potremmo ragionevolmente finire di trattare tutte le 40mila pratiche la prossima settimana. Dare date e scadenze è sempre pericoloso, ma vi assicuro che stiamo facendo il possibile. Abbiamo nominato un direttore generale ad interim che è una persona con 35 anni di esperienza, il ragioniere generale, l’avvocato Bologna, che ha già lavorato per diverso tempo al dipartimento lavoro. Sta già incontrando alcuni rappresentanti dei servizi preposti all’espletamento delle pratiche. Siamo ottimisti, 27.400 pratiche sono state già trattate. Significa che la prossima settimana saranno all’INPS».

Le dimissioni di Giovanni Vindigni

Una piccola parentesi il Presidente della Regione Siciliana l’ha dedicata alle dimissioni di Giovanni Vindigni, dirigente generale dell’assessorato regionale del Lavoro.

«Vindigni – ha spiegato Musumeci – mi ha consegnato la sua lettera di dimissioni, che ho accettato perché il direttore deve sempre rispondere del malfunzionamento delle strutture. Conoscendo il dottore Vindigni, posso dire che è una persona per bene. Si è trovato in un momento sbagliato e ha voluto responsabilmente dire “io lascio”. Ha fatto bene, tornerà a dirigere l’ufficio del lavoro di Ragusa, che ha diretto con grande responsabilità. La colpa dal punto di vista politico è solo mia».

Qualche dato: la spiegazione dell’assessore al Lavoro Antonio Scavone

Antonio Scavone, assessore al Lavoro della Regione Siciliana

A seguire, l’intervento dell’assessore al Lavoro della Regione Siciliana Antonio Scavone: «Siamo partiti in ritardo, è vero, abbiamo avuto delle difficoltà ma abbiamo adottato le modifiche necessarie a superare gli ostacoli. C’è stata una grande quantità di errori, a partire, per esempio, dalle aziende che hanno presentato domanda pur non appartenendo al sistema».

Fatta questa premessa, l’Assessore è passato ai dati: «Le richieste ricevute per la Cassa integrazione in deroga in Sicilia sono 40mila. I dati che sono stati lavorati fino a ieri sera sono 27.407 su 40mila. Di questi, 14.600 sono decreti fatti nei confronti delle aziende della regione, 1.500 circa sono le pratiche esitate negativamente, 6.000 sono in completamento, 4.000 sono le imprese artigiane che hanno fatto domanda all’interno della Cig e che invece devono fare riferimento a un’altra parte del decreto. Sono poi 312 le imprese agricole per cui non si ha un codice, attendiamo che sia l’INPS a inviarcelo. 700, infine, sono bloccate».

«In questo momento – ha proseguito Scavone – le pratiche autorizzate all’INPS in Sicilia sono oltre 7.500 e riguardano 19mila lavoratori per oltre 33 milioni di ristoro che va a questa platea. Un dato per tutti, ho detto che abbiamo corretto in tempo reale il sistema e tra il 5 e il 6 maggio sono stati fatti 6.500 decreti».

A conclusione del suo intervento, l’Assessore al Lavoro della Regione Siciliana ha voluto aggiungere: «Siamo stati l’unica regione che non ha avuto il flop informatico. Non siamo i primi in Italia, siamo partiti in ritardo. Stiamo cercando di far correre un pachiderma anchilosato. Ci tengo a precisare che i dipendenti del centro per l’impiego hanno lavorato senza chiedere e senza ricevere alcuna risorsa ulteriore rispetto al proprio stipendio».

(2020)

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