Caso logopedista di Milazzo. Il presidente dell’AIAS: «Pagherà per quello che ha fatto»

Foto repertorio - Volante della PoliziaIl presidente del Centro di riabilitazione AIAS di Barcellona P. G., Fabio Marletta condanna duramente il comportamento del logopedista di Milazzo, accusato di aver maltrattato e abbandonato i pazienti durante le sedute di riabilitazione e annuncia che il Centro si costituirà parte civile nel procedimento penale a suo carico.

«Chi sbaglia paga – afferma Fabio Marletta in una nota ufficiale – e il dipendente dell’AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto, che prestava servizio nel nostro ambulatorio di Milazzo, certamente pagherà per quello che ha fatto, per aver tenuto un comportamento gravissimo e inaccettabile nei confronti dei nostri piccoli Assistiti».

«Abbiamo appreso solo questa mattina dai giornali i fatti contestati al logopedista e abbiamo visto, con grande sgomento, il video che lo riprende in atteggiamenti odiosi – prosegue il Presidente della Sezione AIAS. Quello che è emerso dalle intercettazioni colpisce profondamente tutti noi dell’AIAS e i tanti nostri operatori che con professionalità, onestà e amore quotidianamente assistono i nostri ragazzi con disabilità. Disinteressarsi dei bimbi, schiaffeggiarli e strattonarli all’interno delle aule in cui si svolge la terapia è quanto di più grave possa accadere – sottolinea ancora. Ci auguriamo che la persona in questione paghi a livello penale per quello che ha fatto, ma la nostra Associazione non può stare a guardare e per questo apriremo un procedimento disciplinare nei confronti del logopedista, che porterà alla erogazione della sanzione più grave».

«Aspettiamo notizie ufficiali da parte delle autorità competenti, con le quali collaboreremo per fornire ogni ulteriore utile informazione. Certamente ci costituiremo parte civile nel procedimento penale. Abbiamo una responsabilità morale per ciò che è successo, perché il nostro primo obiettivo è tutelare i nostri Assistiti, tutti, ma a maggior ragione i più piccoli – conclude Fabio Marletta. Lo dobbiamo a loro, ai loro familiari, ai soci dell’AIAS e ai tanti operatori onesti, profondamente colpiti da quello che è accaduto. Sono disgustato».

I maltrattamenti del logopedista nei confronti dei piccoli pazienti sono stati accertati grazie all’attività investigativa della Polizia, scattata nel mese di novembre 2018 su input dei genitori delle innocenti vittime.

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