Caos Tares. Due casi simbolo: in uno è scambio di persona, nell’altro arriva la bolletta di ex abitazioni

tares bidone 2La gente non si fida. I bollettini Tares,certamente non tutti errati nella stima, non convincono i messinesi. A creare la sfiducia le testimonianze di molti. Noi ne abbiamo raccolte due, significative e, dunque, meritevoli di rappresentare gli “errori” che l’ufficio comunale predisposto al conteggio della nuova tassa sui rifiuti potrebbero, nuovamente, compiere: lo scambio di persona o chiedere il pagamento della tassa di un appartamento che non si possiede più.
E’ accaduto a N.T., medico messinese, omonimo di un cugino. Stesso nome ma diversa data di nascita: del ’61 lui, del ’59 il cugino.
Il medico riceve una cartella Tares: deve pagare per tre appartamenti di sua proprietà oltre 1100 euro. Sarà molto, sarà il giusto, il professionista non si sofferma tanto sulla spesa quanto sul fatto che lui di appartamenti ne possiede soltanto due. Il terzo, in viale Principe Umberto, lui non sa proprio di chi sia.
Immediata scatta la telefonata all’ufficio Tares e così apprende, annichilito, che risulta residente in quell’appartamento del quale non ha alcuna cognizione. Di più, gli dicono anche di avere chiesto lui, qualche mese fa, il cambio di residenza. Peccato che il medico abita da 40 anni nello stesso appartamento. E’ lui a suggerire che forse hanno erroneamente inviato a lui il bollettino del cugino. Un controllo del codice fiscale, però, conferma che il medico risulta residente in Viale Principe Umberto. Soltanto una telefonata all’omonimo parente svela che si è trattato di un errore di persona: è lui ad abitare quella casa piovuta dal cielo.
Tutto chiarito, dunque, ma rimane il fatto che un’appartamento era stato attribuito ad un’altra persona e, fatto ancora più grave, che il suo codice fiscale confermava l’errore.

E di errore si può parlare anche nella seconda testimonianza, quella che un cittadino svela sulle pagine di Facebook.
Ecco cosa scrive:
“Ho ricevuto finalmente due bollette TARES, la prima è di mio padre, che non ha residenza a Messina dal 2011, la seconda è mia ma è di una casa che ho lasciato nel 2011. Quella giusta non è arrivata. Ora devo fare le pazze file per risolvere il problema.”

Ecco perchè a Messina la gente non si fida dei bollettini Tares.

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