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Cag. Gioveni: «Accelerare le trattative per l’affidamento»

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cagIl consigliere della terza Circoscrizione, Libero Gioveni, ritorna sulla vivìcenda dei Cag (Centri di Aggregazione Giovanili) e lo fa lanciando un monito al Commisario straordinario del Comune, Luigi Croce, e al Dirigente del Dipartimento servizi sociali, Salvatore De Francesco. Quello che il consigliere contesta è il “modus operandi” utilizzato per la gestione degli 8 centri sociali cittadini, 3 dei quali ricadono nel territorio circoscrizionale (Camaro, Bordonaro e villaggio Aldisio). «La vicenda dei Cag — scrive Gioveni — per Palazzo Zanca non può essere considerata affatto secondaria a quella di altri importanti servizi sociali, perché il futuro e l’educazione degli adolescenti getta le basi per lo sviluppo della comunità messinese». «È ancora viva — ricorda l’esponente Udc — la legittima protesta degli operatori davanti a Palazzo Satellite per la sospensione delle trattative private intraprese per l’affidamento temporaneo dei centri». Il Consigliere pone l’accento sull’importanza di questo settore dei servizi che sono un punto di riferimento per molti ragazzi e per questo, essendo radicati nel territorio, devono essere tenuti nelle massima considerazione. «È tanta la preoccupazione delle famiglie che in questo periodo di assenza del servizio si ritrovano disorientate — prosegue Gioveni —, col serio rischio che i pomeriggi che i ragazzi prima trascorrevano fra i banchi dei centri sociali possano essere trascorsi adesso ai loro figli fra mille altre pericolose “distrazioni”». L’avvenuta pubblicazione dei nuovi bandi ridà certamente speranza all’utenza e al personale dei Cag, ma visti i tempi tecnici che certamente non si prevedono brevissimi per far ripartire il servizio con le nuove gare, «occorre — secondo Gioveni che quindi si appella al Commissario Croce e al Dirigente competente — accelerare nuovamente l’espletamento delle trattative private per non prolungare più del dovuto questa “vacatìo” in cui centinaia di adolescenti sono stati “scippati” della loro preziosa “casa comune”».

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