Bonaventura replica ad Assostampa: «Chiedere di uscire non è cacciare»

teatro vittorio emanuele messinaVincenzo Bonaventura (Ear Teatro di Messina), in seguito alla comunicazione dell’Assostampa  in cui quest’ultima  esprime disappunto su quanto accaduto al Vittorio Emanuele  durante l’incontro con la deputazione messinese all’Assemblea regionale siciliana, al quale non ha potuto prendere parte la stampa, scrive: «Leggo con grande meraviglia una nota dell’Assostampa in cui si parla di una “cacciata” dei giornalisti in occasione dell’incontro svoltosi al Vittorio Emanuele tra i vertici del Teatro di Messina e la deputazione regionale. Sono assolutamente certo che finché mi occuperò io dei rapporti con la stampa dell’Ente, nessuno, me presente, caccerà alcun giornalista. Così lunedì mattina io personalmente ho invitato cortesemente (molto diverso da cacciare) a uscire i pochi giornalisti entrati nella sala della riunione insieme con gli operatori. Infatti, era stato concordato con alcuni deputati che l’incontro dovesse svolgersi a porte chiuse, fermo restando che tutti i partecipanti sarebbero stati (come poi sono stati) a disposizione dei giornalisti alla fine dei lavori. Sempre io in prima persona avevo avvertito che si poteva entrare brevemente prima dell’inizio dei lavori per effettuare alcune riprese ma che poi sarebbe stato necessario uscire. Naturalmente è possibile che, dato il momento di ressa, alcuni colleghi non abbiano sentito, ma smentisco categoricamente che qualcuno sia stato “cacciato”. Chiedere di uscire non è cacciare, credo che questo sia evidente a tutti. E’ mio dovere e convinzione avere il massimo rispetto di tutti i colleghi, sono stato sono e sarò sempre a loro disposizione e nessuno mi può insegnare che “la stampa può essere d’aiuto”. Dirò di più: il ruolo della stampa è fondamentale in ogni caso, anche se non fosse d’aiuto».

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