Bene parrucchieri, male ristoranti e bar: la riapertura a Messina nel sondaggio di Confesercenti

Riapertura positiva a Messina solo per parrucchieri e barbieri, mentre le altre categorie, come i commercianti dei negozi di abbigliamento o ristoranti e bar arrancano, seguiti dagli albergatori, il cui settore appare oggi in profonda crisi: questi, in estrema sintesi, i risultati del sondaggio di Confesercenti ed Swg sulla prima settimana della fase 2 a Messina e provincia.

Nei giorni scorsi Confesercenti ed Swg (società che progetta e realizza indagini di mercato e d’opinione) hanno condotto un sondaggio su un campione di 180 intervistati appartenenti a diversi settori produttivi dell’area metropolitana di Messina. L’indagine ha riguardato il livello di soddisfazione degli operatori di diversi settori produttivi nella prima settimana di riapertura, a seguito della chiusura di due mesi disposta per contrastare il coronavirus.

Il quadro emerso dal sondaggio sulla riapertura a Messina è a dir poco sconfortante. Delle categorie prese in considerazione – parrucchieri, barbieri, estetisti, ristoranti, pizzerie, bar, alberghi e negozi di abbigliamento e calzature – si dichiarano soddisfatti solo parrucchieri e barbieri, mentre il settore più crisi appare quello degli albergatori.

La riapertura per parrucchieri, barbieri ed estetisti di Messina

A Messina è provincia il 62% dei parrucchieri e barbieri intervistati si dichiara soddisfatto degli incassi, con una percentuale superiore rispetto alla media del sud Italia (54%). Li seguono i centri estetici, dei quali è il 47% a dichiararsi soddisfatto della ripresa delle attività (contro il 22,58% del resto del Meridione). Su questa seconda categoria, va sottolineato, pesa il fatto di non poter ancora erogare tutti i servizi normalmente offerti.

Per Confesercenti, i risultati ottenuti da queste categorie sono il frutto del prolungamento degli orari di apertura che hanno scelto di attuare, nonostante lavorino solo su appuntamento.

Negozi di abbigliamento e calzature

negozio di abbigliamento aperto durante la fase 2 del coronavirusMolto meno soddisfatto della riapertura appare invece chi ha un negozio di abbigliamento o calzature. Solo l‘11,78% degli intervistati a Messina si dichiara soddisfatto della prima settimana di attività post-lockdown. Qui la media per il Sud Italia è del 21,74%.

Ristoranti, pizzerie e bar

Tra gli intervistati per il settore di ristoranti, pizzerie e trattorie di Messina e provincia, il 67,34% si dichiara molto insoddisfatto della ripartenza; mentre per quanto riguarda i bar la percentuale di insoddisfatti è del 49,77%.

Gli alberghi e l’incognita delle Isole Eolie

Il comparto che maggiormente sembra stare subendo la “crisi post-lockdown” è quello degli alberghi. Degli intervistati del settore, il 79,68% si dichiara per nulla soddisfatto dell’avvio della nuova fase. Molte attività, tra l’altro, non hanno ancora aperto e forse non riapriranno, specialmente a Taormina e nelle Isole Eolie.

La tabella riassuntiva del sondaggio sulla riapertura a Messina

Domanda: «Qual è il suo giudizio sull’andamento delle vendite/ricavi della sua attività in questi primi giorni di riapertura?».

Il commento di Alberto Palella, presidente di Confesercenti Messina

Questo il commento al sondaggio di Alberto Palella, presidente di Confesercenti Messina: «Sono dati che lasciano l’amaro in bocca. Purtroppo il nostro territorio, già duramente provato dalla crisi economica, oggi si trova ulteriormente schiacciato e travolto da una situazione senza precedenti e in questa fase non si intravede nemmeno una luce in fondo al tunnel. Messina, nonostante l’impegno degli imprenditori nella riapertura resta al palo, come confermano gli esiti del sondaggio».

Il credito alle aziende a Messina

Un ultimo punto del sondaggio ha riguardato il credito alle aziende.  A Messina e provincia il 68,57% delle imprese intervistate ha chiesto di accedere al Decreto Liquidità. La media nazionale è del 52,79%, mentre nel resto del Sud il prestito è stato richiesto dal 65,07% degli intervistati. Delle imprese messinesi che lo hanno richiesto, solo il 12% ha avuto già una risposta positiva dalle banche, a fronte del 38% di media nazionale.

“Un dato questo – commenta il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella – che deve fare riflettere. Come è evidente il divario tra il Nord e il Sud nell’accesso al credito è molto forte e a Messina ancora di più. Questo è da imputare all’assenza di Istituti di credito locali. Le banche con una direzione generale al Sud sono pochissime, e quelle che ce l’hanno sono piccole. La distanza geografica è inversamente proporzionale al consolidarsi del rapporto fiduciario tra cliente e banca. Mentre al Nord gli Istituti seguono le aziende affiancandole, al Sud sono solo clienti. Tutto ciò si traduce in scarsa propensione a concedere prestiti in particolar modo nel nostro territorio, dove l’unica banca locale è commissariata e probabilmente in fase di acquisizione da parte di altro gruppo».

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