La messinese Anna Giordano è l’ambientalista dell’anno: «Nutro speranza in un futuro migliore»

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In un’epoca in cui il cambiamento climatico è al centro del dibattito internazionale, sapere che è messinese l’ambientalista dell’anno ci deve far sentire orgogliosi. Anna Giordano, la “Signora dei Falchi”, ha ricevuto il premio “Luisa Minazzi” da Legambiente e La Nuova Ecologia.

«Anna Giordano – scrive il WWF – aveva solo 15 anni quando vide i bracconieri uccidere a centinaia i rapaci in migrazione sullo Stretto di Messina. Per contrastare questo fenomeno, che per anni ha provocato vere e proprie stragi tra i rapaci in migrazione, ha intrapreso nel messinese una lotta che le è costata minacce e intimidazioni ma ha portato alla riduzione del fenomeno.

Ogni anno il campo primaverile antibracconaggio sullo Stretto, da lei ideato, fa registrare meno spari e numeri straordinari di uccelli in migrazione. Dopo quarant’anni di impegno e di sensibilizzazione (rivolta anche agli stessi bracconieri, alcuni dei quali oggi si sono pentiti e collaborano con Anna) quelle che ieri erano le vittime dei bracconieri, in primis il falco pecchiaiolo, oggi nidificano».

Anna Giordano è l’ambientalista dell’anno

Laureata in Scienze Naturali, specializzata in ornitologia, da 25 anni è attiva nel WWF (già direttore della Riserva delle Saline di Trapani) e ha fondato l’Associazione mediterranea per la natura che si occupa di antibracconaggio e di un centro di recupero della fauna selvatica.

Già nel 1998 Anna Giordano aveva vinto il prestigioso Goldman Environmental Prize, assegnato ogni anno a sei ambientalisti attivi in tutto il mondo, grazie al suo impegno per la protezione degli uccelli selvatici e contro i danni che il progetto del ponte sullo Stretto di Messina avrebbe provocato all’ambiente. Adesso per la Giordano arriva un altro importante riconoscimento. A votarla come ambientalista dell’anno sono stati in 5mila.

«L’unico grazie che mi aspettavo dalla vita era il volo libero dei falchi – ha detto Anna Giordano ricevendo il Premio. Tutto quello che è arrivato dall’umanità è stato sempre una cornice intorno al falco che vola e questo premio so che viene dal cuore di tutti voi e lo sento ancora di più e mi dà energia. Prima si parlava di ottimismo e mi sono chiesta se io sia ottimista: no, ma come diceva Seneca “mi indigno” e quindi vuol dire che nutro ancora speranza in un futuro migliore».

 

 

 

 

 

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