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Amam, lascia La Rosa. Gioveni: “Chi sarà il nuovo direttore?”

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Da ieri la poltrona di direttore generale dell’Amam è rimasta vacante. Luigi La Rosa ha infatti lasciato l’incarico per andare in pensione. Una carenza importante da colmare, considerate anche le criticità che l’azienda di viale Giostra ha affrontato negli ultimi mesi. Proprio per questo La Rosa, invitato dal presidente Leonardo Termini, potrebbe comunque continuare la propria collaborazione a titolo di esperto gratuito.

Sulla questione è intervenuto il consigliere comunale Libero Gioveni che nella scorsa commissione dedicata ai Lavori Pubblici ha sottolineato la necessità di trovare presto un sostituto. Non si può minimamente pensare di lasciare scoperta la complessa gestione tecnica legata alle attuali emergenze in un periodo di crisi storica che sta attraversando l’Amam – afferma convinto Gioveni, che guarda anche all’imminente futuro. La necessaria programmazione – prosegue il consigliere – e l’input dato anche in
termini economici sui 6 milioni di euro occorrenti per la messa in sicurezza della condotta Fiumefreddo, non può prescindere dalla presenza di una persona competente in ingegneria idraulica e possibilmente di esperienza nelle attività di coordinamento”.

“Se poi a tutto questo si aggiunge – rimarca l’esponente Udc – il fatto che l’Amam sembra essere alla ricerca anche di un nuovo Dirigente Tecnico (proprio come ha confermato lo stesso Termini in Commissione), si può senz’altro avvertire la necessità reale di porre in essere tutti quegli atti amministrativi volti a colmare quei ruoli di grande responsabilità tecnica che una società come l’Amam deve assolutamente garantirsi nell’interesse dell’utenza. Sarebbe certamente opportuno, essendo l’Amam una società controllata dal Comune, audire il Direttore Generale di Palazzo Zanca Le Donne e conoscere i reali intendimenti dell’amministrazione, visto che recentemente ha generato
polemiche la presa di posizione di un’altra società partecipata (Innovabic) che aveva assunto, con un bando-lampo di soli 6 giorni, un “funzionario esperto di progetti di sviluppo territoriali e di innovazione tecnologica a finanziamento pubblico, nonostante l’indirizzo politico dell’amministrazione fosse stato quello al momento di soprassedere”.

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