Al Comune la quiete dopo la tempesta. Pace fatta tra Accorinti e ambulanti, Panarello e Ferlisi

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Si sono conclusi in tarda mattinata con baci, abbracci e cotillon, tra ambulanti e sindaco, gli ennesimi, annunciati disordini  a Palazzo Zanca, “secondo girone di andata” dopo quelli di ieri.

Tante scuse, un velo di commozione e persino una promessa, strappata dopo oltre due ore di faccia a faccia tra Accorinti e  facinorosi, al termine di una mattina concitata: gli ambulanti, folgorati sulla via di Damasco, abbracceranno il percorso virtuoso della legalità.

Ricordiamo che a motivo della “rivolta” c’è il sequestro della merce, da parte dei Vigili urbani,  venduta in assenza di licenza.

Ad assicurare che “pace è fatta”  è Renato Accorinti in persona, dopo l’incursione, stamani,  tutt’altro che pacifica di una decina di ambulanti all’interno del suo ufficio.

“Invasione di campo” –  per usare un eufemismo calcistico, da cartellino rosso –  che ha registrato nell’ordine: l’aggressione di un vigile urbano, il lancio di un casco contro i giornalisti e l’aggressione di una delle segretarie del Gabinetto del Sindaco, strattonata, afferrata per i capelli e rovinosamente atterrata sul pavimento.

Tensioni, minacce e aggressioni fisiche che, come nelle peggiori farse, si sono concluse all’insegna del “volemose bene” ad ogni costo.

Strattonato, insultato, sovrastato dalle urla rabbiose degli ambulanti inferociti, insieme all’assessore al Commercio, Patrizia Panarello, contro la quale sono stati indirizzati gli attacchi più violenti e pesanti, Accorinti, accusato da alcuni manifestanti di aver messo le mani addosso su alcune delle donne presenti, ricevendo la stampa ha stigmatizzato: “Sono sereno – ha dichiarato – alla fine hanno chiesto scusa e mi hanno abbracciato. Capisco la loro rabbia, ma la legalità è un punto fermo e loro questo lo hanno capito. Mi hanno promesso che si impegneranno per regolarizzare la propria posizione, insieme troveremo il modo: è questa per me la vittoria più bella”.

E la pace sembra sia tornata anche fra gli altri due “contendenti”: Patrizia Panarello e il comandante dei Vigili urbani, Calogero Ferlisi; quest’ultimo  avrebbe reagito male alle accuse dell’assessore, che sosteneva come sia lei che  il sindaco fossero stati abbandonati in balìa degli ambulanti e che ad aizzare gli stessi contro gli amministratori fossero stati i vigili autori del sequestro all’origine dei disordini, “mandati da Accorinti e Panarello”.

Accuse che il comandante Ferlisi ha negato energicamente. La Panarello ha infine attenuato i toni: “Il mio è stato solo uno sfogo. I Vigili svogono un ruolo importante che tutti ricosciamo” e Ferlisi si è placato.

Scuse e buoni propositi, dunque, al termine di una mattinata di fuoco al Comune. Peccato, però che tra tante scuse, nessuno abbia pensato ai giornalisti, lavoratori come gli altri, vittime di un’aggressione ( il lancio di un casco, fortunatamente schivato con perizia) che poteva avere conseguenze ben più gravi.

Di sicuro, dai fatti degli ultimi giorni, da quanto già risaputo avvenga tra le mura del palazzo ( furti, minacce e aggressioni varie),  temi come sicurezza del palazzo e la tutela delle persone che lavorano al suo interno passano in secondo piano.

Una logica, quella di porgere sempre e comunque l’altra guancia, che può creare un pericoloso precedente.

Il messaggio è chiaro: basta alzare la voce, minacciare, aggredire e usare violenza perché le porte delle istituzioni magicamente si aprano, le acque si separino e i pani si moltiplichino.

Emma De Maria

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