«A Messina l’imprenditorialità è donna»: il Rapporto 2020 di AlmaLaurea

Quanti laureati di Messina sono riusciti a realizzare la propria idea di impresa una volta usciti dall’Università? Sono più donne o più uomini? In che settori? A rispondere a queste domande è il Rapporto 2020 “Laurea e Imprenditorialità” pubblicato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e Unioncamere.

Si tratta del primo studio che indaga sull’imprenditorialità dei laureati in Italia – nel caso specifico di Messina – e ha come obiettivo quello di fornire un’analisi dettagliata e completa del fenomeno dell’imprenditorialità dei laureati in un arco temporale di oltre vent’anni.

Le informazioni riguardanti i laureati provengono dalla banca dati AlmaLaurea, mentre le caratteristiche delle imprese derivano dalla banca dati di Unioncamere e da quella di AIDA Bureau van Dijk, che raccoglie informazioni sulle società di capitale che operano in Italia.

Rapporto 2020: Laurea e Imprenditorialità a Messina

Per quanto riguarda i laureati dell’Università di Messina (UniMe), il Rapporto 2020 di AlmaLaurea ci dice che:

  • 4.418 laureati messinesi hanno fondato un’impresa su un totale di 55.628 laureati dell’Università di Messina.

Tra i laureati fondatori di impresa dell’Università di Messina:

  • uomini rappresentano il 49,5% dei fondatori;
  • donne rappresentano il 50,5% dei fondatori;

(sul complesso dei laureati le percentuali sono, rispettivamente, pari a 35,3% e 64,7%).

Inoltre:

  • 42,9% dei fondatori ha padre imprenditore o libero professionista (quota decisamente superiore al 29,5% osservato sul totale dei laureati);
  • 12,7% ha padre dirigente o direttivo/quadro;
  • 30,9% impiegato;
  • 12,6% operaio.

Quali e quante lauree? I dati di Messina del Rapporto 2020 di AlmaLaurea

Tra i fondatori il 50,3% ha una laurea di primo livello (rispetto al 65,0% del complesso dei laureati), mentre il 49,7% ha una laurea di secondo livello (quota decisamente superiore al 35,0% osservato sul complesso).

I gruppi disciplinari più rappresentati sono:

  • economico-statistico (27,0%);
  • politico-sociale (13,7%);
  • giuridico (10,3%).

Ma non solo, perché secondo il report a Messina, il 64,6% dei fondatori ha creato un’impresa nella regione sede dell’ateneo di conseguimento del titolo, il 29,3% in una regione differente ma nella medesima ripartizione geografica dell’ateneo, il 6,0% in una ripartizione geografica differente rispetto a quella degli studi universitari. E le imprese femminili sono il 42,2% rispetto al 38,0% osservato tra le imprese fondate dal complesso dei laureati.

A Messina l’imprenditorialità è donna

Soddisfatto il Rettore dell’Ateneo messinese Salvatore Cuzzocrea soprattutto sul dato relativo alle donne imprenditrici. «Questo dato – dice il Rettore – è in linea con quello nazionale: le donne sembrano più propense ad assumere il rischio di impresa rispetto agli uomini.

Un altro elemento da sottolineare, continua il prof. Cuzzocrea, è che la maggioranza dei laureati che decide di intraprendere una attività imprenditoriale non sono figli di imprenditori/liberi professionisti.

Questo significa che il background familiare, per quanto importante, non esercita una influenza decisiva sulle scelte dei laureati. Parimenti significativo è il fatto che circa il 94% delle nuove realtà imprenditoriali sono localizzate in Sicilia o comunque nella medesima macro-area geografica. I laureati di Messina, quindi, tendono a non abbandonare la loro terra di origine, ma preferiscono investire qui, contribuendo alla crescita del tessuto economico-sociale-produttivo della Sicilia e del Sud Italia in genere».

Il Rapporto completo qui.

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