La Vittoria di ogni giorno (obiettivi)

la_vittoria_di_ogni_giornoStagionalmente mi pongo degli obiettivi da raggiungere.

Danno un senso allo scorrere frenetico delle mie giornate e mi consentono di prendere con una certa celerità quando, a fine giornata, faccio un’analisi approfondita di circa 3 secondi per capire quanto sono ancora lontana dal raggiungerli.

Si tratta di obiettivi semplici ed al contempo impossibili da perseguire, li scelgo appositamente così da incentivare la mia buona volontà pur consapevole dei limiti caratteriali che potrebbero rendere impossibile il raggiungimento degli stessi.

Inutile dirvi che, indipendentemente dalla stagionalità, il primo degli obiettivi che sempre mi prefiggo è quello di dimagrire.

Mancavano due mesi a Natale quando ho deciso di rendere ancora più ambiziosa l’opera da realizzare.

Mi sono guardata allo specchio, ho constatato di essere almeno cinque chili in sovrappeso, ho strizzato gli occhi ed ho promesso solennemente che sarei scesa di almeno due chili sotto il peso forma, per poter mangiare senza tregua durante le feste così da riacquistare tutti i chili persi senza pensarci su più di tanto.

Sono trascorsi quindici giorni ed è inutile dire che il mio peso non ha subito alcuna variazione, neanche una minima oscillazione, nonostante la mia giornata non preveda neppure un pasto decente.

Tuttavia, la gente, ovunque vada, credendo di farmi cosa gradita, continua ad assicurarmi che quest’estate non mi si poteva guardare, ero ‘enormeabnormesproporzionataimmensa.’

Il bello è che non penso di potermi fidare troppo.

Sono le stesse persone che, quando mi hanno dato il benvenuto all’inizio della stagione estiva, mi hanno detto che stavo benissimo, che finalmente avevo ripreso la forma di un tempo ecc.

La verità, l’unica, l’incontestabile verità risiede, come sempre, nelle riflessioni di mio marito, che da quando mi ha incontrata ad una festa, ormai tredici anni or sono, ha sempre evitato di edulcorare giudizi e concetti, comunicandomi i suoi punti di vista con una brutalità impietosa che, se inizialmente ha minato il nostro rapporto, con il tempo ha, inevitabilmente, modellato un aspetto odioso del mio carattere: la suscettibilità.

Mio marito non si risparmia mai. Lui dice sempre la verità, sempre.

Ebbene, una domenica di luglio, in spiaggia, distrutta dalla stanchezza e dalla dieta forzata avevo necessità di una parola gentile ed amorevole, che mi facesse sentire comunque apprezzata.

Mi sono rivolta a mio marito ed ho formulato la classica, retorica e pleonastica domanda da moglie insicura: “amore, ma tu mi ami anche se ho qualche chilo in più?”.

Già udendo le parole uscirmi dalla bocca, d’impeto ho tentato di  riportarcele dentro con le mani, sapevo di aver commesso un errore che avrebbe tragicamente annientato la mia autostima.

Sgranando gli occhi, ho tentato di mettermi in comunicazione telepatica con il mio amato e di incitarlo a darmi la classica, retorica e pleonastica risposta di rimando.

Dario, il mio splendido, ineguagliabile Dario, mi ha guardata raggiante come se avesse capito, finalmente, dopo anni di mio addestramento, che a volte è molto meglio mentire per far durare un rapporto evitando discussioni dannose per la salute mentale, ed ha pronunciato la seguente agghiacciante proposizione “amore, tu non sei grossa, smettila di preoccuparti per questo”.

Caspita, allora ce l’ho fatta – ho pensato – finalmente dopo tredici anni mi ha detto una cosa carina.

Ma, subito dopo ha aggiunto: “tu non hai mai avuto un bel fisico. Ora il problema non sono i chili di troppo. Vedi -ha aggiunto indicando uno strato di pelle appartenente, credo, ad una delle mie cosce e che si appoggiava sulla sdraio confondendosi con il telo da mare – ora il problema è che, invecchiando, – primo singhiozzo – sei diventata pure flaccida, – secondo singhiozzo e lacrima occhio destro – non hai tono muscolare – lacrima occhio sinistro – questo non si recupera neppure in palestra – sguardo da gatto bagnato e lacrime profuse – sei rovinata! -singhiozzi e lacrime incontrollabili – vabbè dai e non piangere! Ok ho esagerato, non sei rovinata forse un rimedio c’è.”

A quel punto ho commesso un altro grave errore aggiungendo: “davvero? C’è un rimedio?”.

“Vittoria no. Sei rovinata e basta. Ora sei contenta? Vuoi sempre innervosirmi” ed alzandosi repentinamente dalla sdraio l’ho visto allontanarsi verso il mare ed immergersi come un tritone.

Obiettivi dell’inverno: dimagrire e rimanere vedova.

Vittoria Gangemi

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