Alluvione. Via ai fondi per Saponara. Ancora niente per Scaletta

alluvionati scalettaApprovato, nella notte tra il 30 Aprile e l’1 Maggio, il contributo per gli alluvionati di Saponara inserito nel maxiemendamento della legge finanziaria. Grande soddisfazione del Comitato “Per la Ricostruzione di Saponara” che ringrazia il Presidente Rosario Crocetta, il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, l’On.le Giuseppe Laccoto autore dell’emendamento, gli Onorevoli  Maria in Di Marco Cirone (Pd), Filippo Panarello (Pd), Concetta Raia (Pd), Francesco Rinaldi (Pd), Giuseppe Picciolo (Dr per la Sicilia). E inoltre: Alberto La Spada e Valentina Zafarana (M5S) che hanno vigilato sull’iter. Ma se da un lato a Saponara hanno di che festeggiare, incalza, invece la protesta dei cittadini di Scaletta Zanclea, Giampilieri e comuni limitrofi i quali ancora sono in attesa del contributo di autonoma sistemazione garantito a Gennaio ma di cui ancora non si hanno notizie. Per questo motivo, il comitato No frane, Confederazione Unitaria di Base (Cub), Pcl, Daniele David, Gianfranco Moschella, Renato Accorinti, Maria Cristina Saya, i singoli cittadini e tutte le personalità sociali e politiche che si battono per i diritti dei cittadini alluvionati e la salvaguardia dell’ambiente, si incontreranno, venerdì alle 16.30, al Torrente Racinazzi (tragico simbolo dell’alluvione) di Scaletta Zanclea per una conferenza stampa, dove illustreranno le ragioni e le prossime eclatanti iniziative di lotta per soddisfare le loro giuste rivendicazioni.  «Dalle polveri sottili dei camion che trasportavano inerti probabilmente di demolizioni di manufatti limitrofi i torrenti, agli scarichi sulla spiaggia di materiale non compatibile con l’ambiente (anche amianto), il calvario è continuato — scrivono in una nota i promotori della protesta —, nonostante l’intervento del capo del Genio Civile, ingegnere Gaetano Sciacca, che confermava la presenza di amianto sulla spiaggia di Scaletta Zanclea». «A tutt’oggi — continuano — non ci sono risposte da parte delle autorità competenti all’esposto presentato da decine di cittadini del luogo. A ciò si aggiunge oggi la drammatica crisi abitativa che colpisce i cittadini alluvionati che usufruivano dell’erogazione immediata del contributo di autonoma sistemazione concordato tramite Opcm. Questi cittadini hanno denunziato il notevole ritardo delle erogazioni mensili che permettono, agli stessi, di pagare l’affitto delle “nuove” dimore. Da giugno, hanno ribadito al commissario Croce in un incontro, non ricevono la quota mensile concordata, mettendo in crisi la loro già fragile situazione economica. In quell’incontro di gennaio il commissario Croce aveva promesso una rapida soluzione del problema, anche perché i soldi sono già in banca. Sono passati parecchi mesi e gli impegni delle istituzioni non sono stati mantenuti! Adesso i cittadini alluvionati dicono basta!». In quanto sfollati perché le loro abitazioni sono state dichiarate inagibili, rivendicano il diritto di ricevere il contributo fino al completamento dei lavori di messa in sicurezza dell’intera zona, che ancora oggi — ribadiscono — risultano incompleti mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini. Pare infatti che la ferrovia non abbia dato il benestare all’ultimazione dei lavori, ovvero non abbia provveduto alla realizzazione di un foro di sfogo acque, proprio nel ponte ferroviario corrispondente alla C/da Divieto. 

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