Università di Messina. De Luca: «Chi usa beni comunali deve pagare l’affitto»

casa dello studenteMessina. Basta con «l’uso balordo del patrimonio comunale». Con queste parole il sindaco Cateno De Luca si prepara a fare ordine nelle casse di Palazzo Zanca e punta il dito contro l’Università a cui, finora, sarebbero stati concessi gratuitamente tre immobili.

Si tratta, nello specifico, del terreno dell’Orto Botanico, della Facoltà di Magistero e dell’ex Casa dello Studente: «Da un lato il Comune paga circa 1 milione e mezzo di euro l’anno di fitti passivi – ha esordito il primo cittadino. Dall’altro concede gratuitamente all’Università degli studi di Messina tre immobili del valore di oltre 1 milione di euro l’anno di locazione. A che gioco stiamo giocando?».

Per quel che riguarda l’Orto Botanico, stando a quanto evidenziato da una relazione presentata nel maggio 2015 dall’allora dirigente del Dipartimento Demanio Patrimonio Espropriazioni, Natale Castronovo, «il diritto di proprietà di tale cespite (risorsa, ndr) in capo al Comune di Messina è indiscutibile». Ma, si legge nel documento, «vi sono dei fabbricati utilizzati dall’Università che, si ritiene, abbiamo occupato area di proprietà comunale dell’Orto Botanico e altri che siano oggetto di lavori di costruzione (ampliamento) a cura del Comune)». L’Ateneo, però, sembrerebbe aver «negato la richiesta di accesso agli atti catastali avanzata da questo dipartimento».

L’occupazione da parte dell’Università di determinate aree di proprietà comunale, in sostanza, secondo quanto riportato nella relazione di Castronovo, sarebbe, sine titulo. Occupazione che Palazzo Zanca, finora, avrebbe comunque consentito, così come avrebbe consentito l’uso dell’immobile attualmente sede della Facoltà di Magistero.

La situazione dell’ex Casa dello Studente appare leggermente diversa, in quanto al momento la struttura, che fino al 2009 è stata un alloggio per gli studenti, a oggi risulta inutilizzata. E, cessato il servizio, secondo quanto stabilito da una deliberazione del Commissario Prefettizio del Comune di Messina, risalente al 1933, la struttura sarebbe dovuta tornare “rientrare nel possesso Palazzo Zanca”.

Ora, considerando le condizioni economiche dell’Ente, secondo l’ex dirigente «il Comune dovrebbe esercitare azioni di tutela e messa a frutto del cespite, tramite la richiesta di corresponsione del canone concessorio». Questa misura andrebbe attuata per tutti e tre gli immobili presi in considerazione.

«Una cosa comunque è certa – ha concluso il Sindaco – chi usa i beni comunali da gennaio 2019 in poi deve pagare oppure li restituisce al legittimo proprietario».

La risposta del Rettore

In merito alla questione, in mattinata, è intervenuto il Rettore dell’Università degli Studi di Messina, il professor Salvatore Cuzzocrea sottolineando la propria disponibilità al dialogo: «Ribadisco di essere pienamente disponibile al confronto sulla vicenda dei beni immobili, su cui ovviamente l’Ateneo ritiene di avere piena titolarità – ha dichiarato. Le carte che lo dimostrano sono a disposizione del Comune di Messina».

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