“Se errore c’è stato, è del Ministero”. La risposta dell’Università sui test di Medicina

test-medicinaL’Università di Messina si dichiara parte lesa. La notizia ha fatto scalpore: l’Ateneo condannato a risarcire quasi 20 mila euro a candidato per non aver rispettato l’anonimato ai test di ammissione del 2013 alla Facoltà di Medicina. Lo stesso chiarisce che la sentenza del Consiglio di Stato non si è abbattuta solo sulla città dello Stretto ma è una questione che riguarda tutta l’Italia. Inoltre ‒ spiega in una nota ‒, non riguarda tutti gli studenti che hanno sostenuto il test d’ammissione ma solo due studentesse.

Nella nota, l’Ateneo ricorda che il problema circa l’anonimato dei candidati che hanno sostenuto il test non è circostanziato alla sola Università messinese ma riguarda tutti gli Atenei italiani. Un errore che ora potrebbe mettere in ginocchio diverse università, poiché i ricorsi ‒ circa 5.000 ‒ sono stati presentati in varie Regioni e potrebbero essere quantificati in 15 milioni di euro complessivi. Se le regole sull’anonimato sono state violate, l’Ateneo messinese non ha colpe ‒ si legge nella nota ‒, poiché non ha fatto latro che attenersi alle direttive del Ministero, e per questo si è dichiarato parte lesa nella faccenda.

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