Scuole a Messina. Inizia la battaglia dei presidi per il diritto allo studio

ScuolaMessina. L’ordinanza sindacale sulle scuole verrà rispettata, ma occorrono nuovi locali affinché venga garantito il diritto allo studio. Questo, in sostanza, il verdetto dei presidi che, a un paio di settimane dall’inizio dell’anno scolastico, non possono che mostrare preoccupazione per i propri studenti e la propria attività.

A seguito della diffusione dell’ordinanza con cui il sindaco di Messina Cateno De Luca ha disposto la chiusura di 26 istituti scolastici perché privi delle necessarie certificazioni di sicurezza e l’apertura “con limitazioni” di altre 45 strutture, alcuni dirigenti scolastici, tra cui il consigliere comunale Pietro La Tona, si sono riuniti ieri per fare il punto della situazione.

Esito dell’incontro è stato un comunicato indirizzato al primo cittadino in cui si analizza la situazione e si ricercano soluzioni alternative. Per quel che riguarda gli istituti superiori, l’ordinanza di chiusura emanata lo scorso 3 agosto non è stata revocata – contrariamente a quanto fatto, invece, per gli istituti comprensivi – di conseguenza l’attività didattica non potrà ripartire, almeno finché la situazione non muterà.

Per gli istituti comprensivi la situazione si fa più complessa. Al di là dei 47 che potranno riprendere, come previsto, le attività didattiche dal 12 settembre senza difficoltà, restano 26 strutture chiuse e 45 che avranno, sì, la possibilità di riaprire le porte agli studenti, ma al cui interno non potranno essere presenti contemporaneamente più di 100 persone, compresi docenti, personale amministrativo, ecc.

Questa situazione, per gli istituti che apriranno “con limitazioni”, pone la questione dell’istituzione dei doppi turni: in poche parole, presumibilmente, alcuni studenti seguiranno le lezioni di mattina, altri di pomeriggio.

Qualche difficoltà in più, sottolineano i dirigenti, la avranno gli istituti con molti iscritti, per i quali le turnazioni potrebbero non essere sufficienti a garantire il giusto “tempo scuola”, ovvero il numero di ore di attività didattica previste per legge.

Salvo diverse indicazioni da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, ciò che i presidi chiedono per far fronte a questa situazione è che Palazzo Zanca metta loro a disposizione locali in più, così da garantire il diritto all’istruzione per tutti. Un discorso analogo vale per gli studenti delle 26 scuole che il 12 settembre saranno ancora chiuse.

A firmare la petizione sono stati 19 dirigenti scolastici: Pietro La Tona (Minutoli); Simonetta Di Prima (Verona Trento);  Lilia Leonardi (Seguenza); Giovanna De Francesco (Maurolico); Stello Vadalà (Maiorana di Milazzo); Elio Parisi (Ainis); Maria Muscherà (Antonello); Maria Carmela Lipari (Caminiti Trimarchi); Mariella Sgrò (Leopardi); Caterina Celesti (Giovanni XXIII); Tindaro Sparacio (Paradiso); Renato Greco (S. Francesco di Paola); Santi Longo (La Pira Gentiluomo); Giusi Scolaro (Drago); Ausilia Di Benedetto (Mazzini Gallo); Pietro Ruggeri (D’Acquisto); Angelo Cavallaro (Catalfamo); Cosimo D’Agostino (Evemero da Messina).

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Attualità, Scuola

2 Commenti

  • Cettina D'Arrigo ha detto:

    Non ci sono parole. …attento a tutti i disagi e il degrado di questa città. …Anni di abbandono e speculazioni. ….Un sindaco così ci voleva a partire da 10 fa…Grazie.

  • Anna ha detto:

    Mi domando ma i presidi assenti a questa importante riunione hanno presentato il certificato medico, hanno inviato un loro delegato oppure se ne sono fregati seguendo una linea di condotta che abitualmente perseguono nella propria scuola? Ovvero lasciare andare tutto al caso(casino)?!!

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