Presentato oggi “Il Stupro”: originale cortometraggio che affronta la violenza da un’altra prospettiva

Foto repertorio - Violenza sulle donneMessina. È stato presentato questa mattina alle ore 10.30 presso il Palacultura Antonello il cortometraggio “Il stupro”, prodotto dalla testata “Il Carrettino delle idee” sulla base di un soggetto di Dino Sturiale.

La pellicola, dal titolo provocatorio, si presenta come una denuncia del modo di rappresentare una realtà drammatica quale è lo stupro, connotandolo quasi sempre come un “problema al femminile”. Come ha spiegato a tal proposito l’ideatore del progetto, il fotoreporter Dino Sturiale: «La voce dell’uomo stupratore è quasi sempre ignorata, a conferma del fatto che questo abuso è visto perpetuamente come un problema al femminile».

Partendo da questo presupposto, il cortometraggio si propone di colmare una lacuna, di ampliare la narrazione consolidata, attraverso una prospettiva diversa che dà un volto e, soprattutto, una storia, al personaggio maschile artefice dello stupro. È, infatti, un uomo il protagonista della vicenda, marito e padre, che a seguito di un incontro casuale si ritrova a fare i conti con il proprio passato.

locandina del cortometraggio Il stupro di Dino Sturiale«Ho seguito per anni udienze per stupro, come quelle scaturite dalle denunce di Anna Maria Scarfò, ho visionato centinaia di ore di registrazioni televisive, letto quanto pubblicato in merito da maestri giornalisti – ha commentato in proposito Sturiale. Tutto questo non colmava il vuoto narrativo, anzi il più delle volte nemmeno lo affrontava. Processi in cui gli uomini non proferivano parola, interviste in cui la donna emergeva come colpevole. Ecco, quindi, l’esigenza imprescindibile di raccontare “Il stupro”, cioè dare la voce al maschio; per comprenderne i meccanismi, l’evoluzione, i fatti».

«Ho voluto dare voce all’uomo non attraverso un impianto accusatorio e  nemmeno “assolvendolo” dall’accaduto – ha aggiunto – ma, più semplicemente, ponendolo al centro del racconto da lui stesso originato».

Per dar vita al progetto, vista la natura delicata del tema affrontato, è stata necessaria la collaborazione di esperti, quali criminologi, psicologi e sociologi. Tra questi figura la dottoressa Donatella Lisciotto che ha sottolineato la visione multidisciplinare che sta dietro all’opera realizzata: «Credo – ha commentato – che bisogna dare il giusto rilievo alla particolarità di questa iniziativa che ha voluto denunciare un tema così scottante e attuale attraverso un dialogo tra competenze diverse».

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