Palacultura. L’Arena Cicciò è un pantano. Intervenga il Comune

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Era una sera d’estate del 2012 quando fu inaugurata la terrazza del PalaCultura di Viale Boccetta, intitolata a Domenico Cicciò, giornalista, critico letterario, responsabile della pagina della cultura della Gazzetta del Sud.

A fare da cornice a quella terrazza e a quella serata, la Madonnina, lo Stretto, Cristo Re: un vortice di grandi emozioni. Le note di “Casta Diva”, un’aria della “Norma” di Vincenzo Bellini, tanto cara a Domenico Cicciò, interpretata dal coro diretto dal Maestro Giovanni Mirabile, accolsero gli ospiti.

Gli interventi di Nino Calarco, Giuseppe Amoroso,Lucrezia Lorenzini, quella sera ricordarono la nobile figura del giornalista scomparso. Ma l’emozione più grande fu regalata dall’attore Giampiero Cicciò (figlio di Domenico) quando lesse i testi scritti dal padre.

Una serata magica che diede la forza ai messinesi di sperare che quella sarebbe stato il primo dei tanti e tanti incontri estivi negli anni a venire.

Non è andata così. Sono trascorsi solo tre anni e l‘Arena Cicciò del Palacultura altro non è che un laghetto di acqua putrida dove galleggia indisturbato un materasso. Una zona interdetta perchè pericolosa.

E’ inammissibile che quest’area venga dimenticata e rimanga inutilizzata, privando i cittadini di uno spazio che permetterebbe loro di dimenticare anche se per poco le défaillances di una città umiliata e mortificata. Il problema è stato risollevato qualche giorno fa dal Consiglio della IV circoscrizione.

E’ necessario un intervento urgente di Palazzo Zanca. L’amministrazione comunale lo deve ai messinesi e a Domenico Cicciò.

Rosalba Garofalo

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