Congelate le sanzioni ai medici di famiglia. Protesta interrotta dopo l’incontro con il commissario Magistri

Asp incontro Magistri mediciAsp incontro Magistri mediciPorte chiuse, oggi, degli ambulatori medici di Messina. Niente certificati che attestano malattia, niente visite di controllo.
I 530 medici di famiglia della nostra provincia hanno dato vita alla protesta annunciata nei giorni scorsi. E’ dall’Asp che si vogliono far pagare le “multe coattive”, indirizzate ai medici. Multe che variano da 30mila a 100mila euro l’uno, e riferite soltanto al periodo da gennaio ad agosto 2013. Il commissario dell’azienda sanitaria provinciale, Manlio Magistri, ha inviato una raccomandata lo scorso mese invitando i medici a fornire le motivazioni per l’aumento della spesa sanitaria. Per rientrare nel tetto di spesa il medico, per evitare l’addebito, è costretto a ridurre notevolmente le prescrizioni dei farmaci, inclusi quelli degli specialisti”. A pagarne le spese- a detta dei medici – gli stessi assistiti, che saranno costretti a comprare i farmaci direttamente in farmacia.
La vicenda scaturisce dal decreto n. 569 del 22 marzo scorso dell’assessore regionale alla Salute, che ha fissato i tetti di spesa massima delle aziende sanitarie provinciali per “i farmaci usati nel diabete, per sostanze ad azione sul sistema renina-angiotesina, per sostanze modificatrici dei lipidi, per antibatterici per uso sistemico, farmaci per il trattamento delle malattie delle ossa, farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie, inibitori della pompa acida”.
Da qui, secondo l’Asp, le colpe dei meedici: troppi farmaci prescritti. Ma loro non ci stanno ed oggi protestano e invitano a partecipare anche gli assistiti.

Nel corso dell’incontro tra i medici guidati dal presidente dell’Ordine Caudo e il commissario dell’Asp Manlio Magistri, presente anche il deputato regionale Giuseppe Picciolo, è stato deciso di congelare i provvedimenti a carico dei sanitari in attesa dell’istituzione di un Tavolo tecnico generale per ridurre la spesa farmaceutica a Messina che secondo il responsabile dell’azienda sanitaria provinciale sarebbe la seconda più alta in Italia. 

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