Questione Messinambiente: che fine faranno i 600 lavoratori?

MessinambienteIn un contesto non meglio definito di incertezza e debiti di milioni di euro la Uil e la UilTrasporti di Messina denunciano la situazione delle aziende Messinambiente e Ato3, società uscenti, e Messina Servizi Bene Comune, l’appena nato pilastro che dovrebbe risollevare le sorti della gestione dei rifiuti nella città dello Stretto.

«Mentre incombe lo spettro più che concreto del fallimento di Messinambiente, con la sentenza attesa per il prossimo 15 settembre – affermano Ivan Tripodi segretario generale Uil Messina, Michele Barresi e Silvio Lasagni segretari della Uiltrasporti – l’amministrazione comunale naviga pericolosamente a vista operando come se non esistesse una legge regionale che impone il sistema delle SRR, mentre ad oggi, a poche settimane dalla sentenza che potrebbe sancire il fallimento di MessinAmbiente, in consiglio comunale è ancora in alto mare l’iter delle delibere di giunta che dovrebbero impegnare 30 milioni di euro a copertura del piano concordatario».

Un contesto troppo poco chiaro in cui non sono state messe le carte in tavola necessarie, secondo i due sindacati,  a tutelare sia i lavoratori che gli utenti del servizio. «Quale sarà la strada che l’amministrazione comunale e la nuova MessinaServizi Bene Comune – si domandano Tripodi, Barresti e Lasagni – intendono seguire per il passaggio dei lavoratori di Ato3 e Messinambiente alla società nata per raccogliere il testimone delle due partecipate in liquidazione e dare certezza del futuro del servizio di raccolta all’utenza in discontinuità con gli errori del passato?».

Pochi giorni fa si è tenuta una riunione che ha visto allo stesso tavolo i sindacati, l’Assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua e l’amministratore unico Beniamino Ginatempo, per definire proprio le norme con cui sarebbe stato possibile effettuare il trasferimento del personale dall’Ato3 e Messinambiente alla nuova società MessinaServizi Bene Comune. Questo dovrebbe avvenire in maniera diretta secondo l’art. 6 del Contratto Collettivo Nazionale, ma il documento finale della proposta dovrà essere stilato da MessinaServizi e poi essere vagliato dai sindacati.

«L’obiettivo principale è la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia di tutti i diritti contrattuali – spiega il sindacato – oltre che naturalmente dei posti di lavoro, pertanto ci siamo riservati di visionare il documento che proporrà MessinaServizi anche in virtù di alcuni passaggi che riteniamo utile approfondire ulteriormente. Resta infatti aperta e irrisolta la questione SRR, nessuno fino ad oggi, ha saputo sciogliere i dubbi sull’eventuale passaggio dei lavoratori all’interno del bacino SRR. Sarebbe questa la strada segnata dalla Legge regionale 9 del 2010, la normativa regionale imporrebbe questo iter, peraltro già applicato per altri lavoratori provenienti per esempio dall’Ato2. Cosa comporterebbe l’eventuale transito in SRR? E, bypassando la legge regionale, si potrebbe andare incontro a contenziosi che penalizzerebbero i lavoratori?».

Il sindacato chiede risposte concrete a queste domande per scongiurare il pericolo di fare salti nel vuoto: «Riteniamo che la questione debba necessariamente spostarsi sui tavoli della Direzione Territoriale del Lavoro per fare un’analisi completa del quadro normativo con tutti gli attori impegnati in questo tortuoso iter: Comune di Messina, MessinaServizi Bene Comune, SRR, Ato3, Messinambiente e sindacati. Non siamo contrari a nessuna delle ipotesi finora prospettate per il bene dei lavoratori ma non vogliamo che si agisca in fretta e senza vagliare ogni aspetto».

C’è, infatti, in ballo il futuro di quasi 600 dipendenti tra le due partecipate Ato 3 e Messinambiente, sarebbe importante, spiega il sindacato, che il tavolo tecnico si facesse al più presto per essere preparati al 15 settembre, data in cui dovrebbe esserci l’udienza per fallimento di Messinambiente e quindi conoscere le sorti della partecipata.

«Se la società verrà dichiarata fallita – concludono Uil e UilTrasporti – sarà tutto nelle mani del giudice fallimentare, se verrà accolto il piano concordatario si dovranno seguire le tappe fissate che prevedono la continuità aziendale attraverso il trasferimento del ramo d’azienda da Messinambiente a MessinaServizi. Ad oggi non c’è nessuna notizia dell’approvazione in consiglio comunale delle delibere di giunta che impegnano i 30milioni di euro a copertura del piano concordatario e l’iter sembra in alto mare, dunque anche su questo fronte resta tutto nell’ambito delle ipotesi».

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