La scuola di Altolia verso la chiusura. Cucinotta e Dainotta si rivolgono alla procura

Nicola Cucinotta“La Scuola statale d’infanzia e primaria di Altolia non deve e non può chiudere definitivamente i battenti”: scrivono questo il consigliere comunale Nicola Cucinotta e il collega del I Quartiere Carlo Dainotta che si sono rivolti anche alla procura insieme a un’interrogazione urgente inviata all’assessore alla Pubblica Istruzione Patrizia Panarello.

“I sottoscritti Nicola Cucinotta e Carlo Dainotta – si legge rispettivamente Consigliere Comunale e Consigliere della I Circoscrizione, alla luce di quanto comunicato in data 28/05/2014 dalla Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo Santa Margherita, superiore responsabile anche  della scuola Elementare Statale di Altolia,  in un’“arida” nota nella quale rende noto che  dal  prossimo anno scolastico,  l’unico  Plesso  sito nel villaggio montano di  Altolia chiuderà i battenti, in quanto lo stesso non risulta più nell’elenco fornito dal sistema informativo (SIDI) Ministeriale, e come se nulla la riguardasse, insensibile al cospetto delle accorate e tempestive “suppliche” ricevute, invita i  genitori a presentare istanza affinché  i loro bambini  vengano  iscritti “ovviamente”  presso  l’istituto Simone  Neri  di Giampilieri, reputano doveroso ed opportuno denunciare quanto segue.

La chiusura della suddetta sede scolastica, ove sono attualmente iscritti 25 bambini suddivisi tra scuola dell’infanzia e scuola primaria, tutti residenti ad Altolia, sembra provenire da una scriteriata e incomprensibile proposta della Dirigente dell’Istituto comprensivo di S. Margherita, prof. Laura Tringali, che autonomamente e senza aver richiesto alcun parere ne al Consiglio d’Istituto, ne al Consiglio di Circolo, ne al Dirigente Comunale ne ai genitori, si è fatta promotrice di una maldestra e sconsiderata iniziativa che lede, offende e discrimina non solo gli alunni della Scuola, ma tutta la comunità di Altolia.

Orbene, non vi è alcun dubbio che tale incauta ipotesi, provocherà un danno enorme non solo ai numerosi bambini ed alle relative famiglie ma, in generale, a tutta la comunità residente ad Altolia che ha già dovuto patire le tristi conseguenze e gli immensi disagi generati dalla terribile alluvione dell’1 ottobre 2009.

Non ci è chiaro il motivo  che ha indotto la Dirigente Scolastica a prendere tale decisione che irrimediabilmente avrà una pesante ricaduta sui bambini e sulle famiglie del villaggio montano, nonostante la  struttura  che fino ad oggi ha ospitato  gli alunni  abbia  tutti  i  requisiti  sia  strutturali  che  igienico  sanitari previsti, per poter  accogliere  i giovani scolari. Pertanto, non riusciamo  davvero  a  comprendere  quale sia stata la ratio che ha indotto la Dirigente scolastica Prof.ssa Laura Tringali a richiedere agli Enti preposti, sembrerebbe “sotto traccia”, la chiusura di suddetto plesso. Tra l’altro proprio lo scorso anno la Dirigente promosse guarda caso, anche, la chiusura del plesso di Pezzolo. Fatalità?

Ci permettiamo, altresì, se dovesse servire, di far osservare che l’art. 8 del D.P.R. 20 marzo 2009 n. 81 prevede la possibilità di costituire classi uniche per anno di corso, con numero di alunni inferiore a quello minimo, nelle scuole funzionanti  nei comuni montani. E’ ovvio che tale possibilità si propone il fine di mantenere vive realtà scolastiche in zone periferiche e non disperdere un importante patrimonio culturale in territori spesso trascurati dalle istituzioni pubbliche.

Sebbene il villaggio montano di Altolia non costituisca un comune autonomo, appare legittimo e corretto procedere ad un’interpretazione analogica finalizzata a consentire l’applicazione della suddetta deroga legislativa anche ad un villaggio montano, come quello di Altolia, che possiede certamente le caratteristiche geografiche, sociali e culturali tali da giustificare il mantenimento in vita della scuola primaria esistente.

Non è possibile non ricordare che il villaggio di Altolia ha subito enormi danni in occasione dell’alluvione dell’1 ottobre 2009 ed un provvedimento di chiusura della scuola primaria (fondamentale anima educativa e culturale della zona) infliggerebbe un duro colpo alle famiglie che, con notevoli sacrifici, hanno preferito non abbandonare il proprio villaggio, rimanendovi per ricostruire e far crescere i propri figli, con ciò dimostrando grande senso d’appartenenza ad una comunità che si dimostra viva ed attiva.

Appare necessario fare presente che in caso di soppressione del plesso scolastico in questione, i bambini ivi iscritti sarebbero sradicati dalla “propria” scuola e dal “proprio” territorio nell’ambito del quale, per le caratteristiche peculiari del villaggio collinare, si vive in una  “comunità” che condivide valori, esigenze e tradizioni comuni.

I bambini, inoltre, si troverebbero catapultati in scuole certamente distanti dal proprio luogo di vita, con notevoli ripercussioni negative sul loro stato d’animo; per non parlare delle grandi difficoltà che incontrerebbero i genitori che sarebbero costretti a percorrere parecchi chilometri ogni giorno per accompagnare i propri figli presso scuole site in altri villaggi. Ed ancora si invita a riflettere sui disagi, anche di natura fisica, che i bambini dovrebbero sopportare quotidianamente a causa dei vari chilometri di strada collinare, piena di curve, da attraversare con i mezzi gommati al fine di raggiungere plessi scolastici distanti dal villaggio di Altolia. Inoltre, non si può non considerare che molte  manne non essendo automunite  non possono garantire la presenza dei loro figli  in una scuola fuori villaggio,  per cui i malcapitati studenti, vedrebbero preclusa la possibilità di  esercitare il riconosciuto diritto allo studio sancito dalla Costituzione Italiana, ancora vigente!

Preso atto, altresì, degli inascoltati appelli lanciati ai soggetti interessati da parte del Presidente della I Circoscrizione Enzo Messina, del Dirigente del Dipartimento alle Politiche Culturali ed educative del Comune di Messina Dott. Salvatore De Francesco, dei sottoscritti Consiglieri Nicola Cucinotta del Comune di Messina e Carlo Dainotta della I Circoscrizione, dell’Avv. Dario Restuccia, del Foro di Messina, che  attraverso distinte missive, hanno chiesto in ottemperanza alla normativa vigente, di porre in essere gli atti necessari per il mantenimento del plesso di Altolia, sia alla Dirigente Scolastica, che al Provveditore agli Studi di Messina, finanche al Sig. Sindaco Renato Accorinti che prima in campagna elettorale, oggi quotidianamente, non perde occasione per ostentare, ATTENZIONE VERSO I DIRITTI DEI CITTADINI, SALVAGUARDIA DEI PIU’ PICCOLI E DEI PIU’ DEBOLI,  e continua ad affermare DI VOLER CREARE UNA COMUNITA’ A MISURA DI BAMBINO, ma nonostante sia al corrente dei fatti ad oggi non ha posto in essere alcuna iniziativa per impedire la chiusura del plesso di Altolia. Il Sindaco professore, nello specifico ha avuto e ancora ha l’opportunità di passare dai proclami populistici ai fatti concreti!

Alla luce di tutto quanto sopra riportato, fortemente preoccupati,

INTERROGANO

Il Sig. Sindaco Prof. Renato Accorinti, per sapere:

 Se intende impegnarsi immediatamente e personalmente affinché  con determinazione gli enti competenti ed i relativi soggetti responsabili, ciascuno per le rispettive competenze, pongano in essere tutte le iniziative tendenti ad evitare la soppressione del plesso scolastico del villaggio di Altolia (che, come sopra spiegato, si rivelerebbe deleteria per tutta la comunità residente), reinserendola nell’elenco Ministeriale

Se intende altresì adoperarsi per predisporre tutte le iniziative ed i provvedimenti atti al mantenimento, alla salvaguardia ed allo sviluppo della predetta scuola, incoraggiando un aumento  del numero di iscritti.

Da più di un anno in questa città si sente troppo spesso parlare di diritti, di doveri, ma soprattutto di uguaglianza, e noi crediamo che i bambini di Altolia abbiano il sacro santo diritto di andare a scuola come tutti i loro coetanei e di andarci agevolmente e senza disagi.

Si rammenta che i genitori, si dichiarano parte lesa e se necessita sono pronti ad intraprendere tutte le azioni legali che portino alla risoluzione della grave ingiustizia.

Alla Procura della Repubblica che legge per conoscenza chiediamo di avviare tutte le procedure necessarie onde accertare eventuali abusi, responsabilità oaltri reati che codesta A.G. ravvisi dai fatti de quo esposti”.

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