Funerale di Alessandra Musarra. Mons. La Speme: «Non ci sono parole che possano confortare»

Foto del duomo di MessinaSi sono svolti questa mattina al Duomo di Messina i funerali di Alessandra Musarra, la giovane donna di Santa Lucia Sopra Contesse, uccisa nella notte tra il 6 e il 7 marzo. A darle l’ultimo saluto una Cattedrale colma di persone, oltre ad amici e familiari, che hanno voluto esprimere con la loro presenza la vicinanza ai genitori della vittima.

Hanno preso parte alla Cerimonia, in rappresentanza delle istituzioni, il vicesindaco Salvatore Mondello, il prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi. A celebrare la Messa Monsignor Giuseppe La Speme di cui riportiamo l’omelia.

«Ci stringiamo fraternamente a Papà e Mamma, ai parenti tutti di Alessandra per esprimere la nostra vicinanza, la nostra compassione per questo momento di dolore, ancora increduli per la morte improvvisa di Alessandra. E lo facciamo attraverso questo silenzio che si percepisce».

«Non ci sono parole che possano confortare, che possano dare risposte o soddisfare il nostro desiderio di conoscere, di capire, di sapere. E allora viviamo questo silenzio profondo che è quasi una strada che si apre nel cuore, perché questa strada che si apre sia attraversata da una luce che illumina. È la luce di questo stesso cielo che simboleggia la luce di Cristo, della sua vita, del suo Mistero Pasquale che entra in ciascuno di noi per condurci a vivere le nostre esperienze, anche quelle dolorose, non sentendoci abbandonati da Dio, ma sentendo nelle profondità del cuore la Sua presenza, la presenza di Lui che si fa compagno di viaggio nella nostra vita».

«Ma a volte il silenzio non basta. Perché il silenzio che non è assenza di sentimenti, i sentimenti ci sono e sono anche incontenibili e quando non sono contenibili si trasformano in lacrime ed è quello che viviamo anche in questo momento; sentendoci vicini a Colui che prima di noi nell’unirsi alla nostra umanità, a Gesù il figlio di Dio, dinanzi all’amico Lazzaro piange insieme a coloro che piangevano per questa dipartita. È così che Gesù esprime la sua solidarietà con noi, la sua vicinanza con noi, ed è così che comprendiamo che i nostri volti rigati dalle lacrime possono asciugare le lacrime di coloro che particolarmente piangono la morte di Alessandra».

«Un amore, una solidarietà che ci unisce in questo momento di preghiera. Perché questi sentimenti che si esternano anche con le lacrime ci aprono all’accoglienza della sola Parola che come medicina può curare le nostre ferite. Ed è ancora Gesù che rivolgendosi a Marta dice: “Non lo comprendi che se tu credi vedrai la Gloria di Dio? Nonostante il tuo tormento, nonostante il tuo dolore c’è una Verità grande che è il Mistero della vita, della resurrezione”. Quel Mistero che Gesù porta a compimento donando se stesso, salendo sulla croce, portando su di sé il peccato dell’umanità e distruggendo ogni forma di male, per ridonare ad ogni uomo dignità e vita. È questo mistero che ci fa alzare il capo con un grido di aiuto verso l’alto perché la nostra debolezza è grande e senza la forza che ci viene da Dio nulla possiamo, nulla riusciamo a sostenere. Ci possiamo abbattere al suolo sotto il peso di tante croci, ma anche di questo dolore inaspettato».

«Ed è così che questa Parola che abbiamo ascoltato ci aiuta a comprendere che niente ci può separare dall’amore di Dio, che il Signore è sempre vicino a noi nel momento della gioia, ma anche nel momento della prova e della sofferenza. E noi riuniti proprio in questa Assemblea vogliamo presentare al Signore la vita di questa nostra sorella, stroncata nella sua giovinezza, nei suoi progetti, nei suoi desideri, nelle sue attese, perché il Signore la accolga e la rivesta di quella pienezza di Luce che scaturisce dal mistero Pasquale».

«Così, carissima Alessandra, ti vogliamo salutare e presentare al Signore perché la nostra preghiera ti porti a questo abbraccio di amore con Colui che sarà il tuo Sposo, che ti amerà di amore senza fine, Cristo Signore. È lui che ti accoglie nel Regno della Vita e lì potrai comprendere il mistero di una vita che ti è stata stroncata. Questa morte come tutte le altre morti che purtroppo oggi si ripetono ci devono far riflettere, ci devono far pensare. Colpiscono non soltanto le persone care vicine ma tutta la comunità, impegnata a comprendere il valore della giustizia, il valore della vita che è al di sopra di ogni altra cosa. Questo seme che è morto produca frutto anche in questa crescita interiore che porti ciascuno di noi a riflettere, a capire, ma soprattutto a rimboccarci le maniche perché possiamo vedere nell’altro un fratello da amare, un fratello da accogliere, un fratello da rispettare, un fratello con il quale condividere il dono grande della vita che è il dono di Dio».

«E a Maria Santissima che come Madre ha sofferto di un dolore nel vedere il sacrificio del figlio, madre del dolore e di ogni dolore, affidiamo questo nostro dolore, affidiamo la Mamma e il Papà di Alessandra, perché possa realmente consolarli. Mentre tu che ora partecipi della beatitudine del Cielo intercedi, prega, perché nel nostro cuore spunti sempre il germoglio della vita, della primavera, di un nuovo giorno che ci aiuti ad alzare il capo, a sperare e a sentirti sempre vicina nei nostri ricordi, in tutto ciò che hai saputo donare e che continuerai a donare nella tua incessante preghiera. Amen».

Conclusa la cerimonia, la bara ricoperta di fiori bianchi è stata portata fuori dalla Cattedrale, accompagnata dalle note dell’Ave Maria e dal lancio di palloncini rosa.

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