Città Metropolitana di Messina. Dall’11 febbraio ferie forzate per i dipendenti

Foto della Provincia di Messina - Palazzo dei Leoni - Città metropolitanaProsegue l’azione di protesta di Cateno De Luca nei confronti dello Stato e della Regione Siciliana. Durante una riunione, tenutasi ieri a Palazzo dei Leoni, il sindaco metropolitano Cateno De Luca, ha annunciato il provvedimento di messa d’ufficio in ferie di oltre 700 dipendenti, sugli 840 attualmente in servizio, a decorrere dal prossimo 11 febbraio.

I restanti 140 resteranno in servizio per garantire i servizi essenziali quali la Protezione Civile e parte della Polizia metropolitana.

Tutti in ferie forzate, quindi, come ulteriore azione di protesta nei confronti del governo regionale e nazionale, ritenuti responsabili della grave situazione finanziaria dell’Ente che ha portato Cateno De Luca ad annunciare, nella giornata di martedì, il fallimento della Città Metropolitana di Messina. Dopo la decisione di bloccare gli stipendi ai dipendenti, quindi, arriva la decisione delle ferie forzate per tutti.

«Si tratta di una situazione paradossale – ha dichiarato il sindaco metropolitano De Luca – determinata dal meccanismo diabolico del prelievo forzoso attuato per contribuire al risanamento del debito pubblico ed in cui l’esclusivo creditore è lo Stato. Oggi ci ritroviamo uno squilibrio di 12 milioni di euro per l’anno 2018 che rischia di far saltare circa 300 milioni di euro di investimenti. Non dimentichiamo che la Città Metropolitana non è soltanto il soggetto attuatore del Masterplan a titolarità dei vari Comuni della provincia ma è anche il soggetto principale dei progetti di propria titolarità. Qualora la situazione dovesse perdurare, il passo conclusivo e inevitabile sarà quello della dichiarazione di dissesto che verrà concretizzato entro il mese di febbraio».

All’incontro di ieri, oltre al sindaco metropolitano De Luca, erano presenti il commissario straordinario con i poteri del Consiglio Filippo Ribaudo, il segretario generale Maria Angela Caponetti, i revisori dei conti Vincenzo Calogero Catalano, Luigi Tricoli ed Aldo Giuseppe Cinà, il responsabile dell’ufficio finanziario Massimo Ranieri.

 

 

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