Autorità Portuale, Scuola Politica: “Accorinti difenda l’autonomia di Messina o se ne vada in Tibet”

autorità portualeDopo la bocciatura da parte del Governo, della proposta avanzata dal presidente della Regione Crocetta sulla concessione di una proroga all’accorpamento del porto di Messina con quello di Gioia Tauro, l’autonomia della locale Autorità Portuale ha i giorni contati. Nel 2017 il porto peloritano potrebbe essere già assorbito da quello calabrese e sui progetti sul rilancio della Fiera, sulla riqualificazione del waterfront e della Zona Falcata potrebbe essere messa la parola fine. Sull’argomento interviene oggi il portavoce di “Scuola politica” Pietro Grioli, che scrive:

“Messina  potrebbe perdere la sua autonomia come Autorità Portuale ed essere mangiata da Gioia Tauro: un altro risultato letale per la città regalatoci da un presidente della Regione incapace e inaffidabile – afferma Grioli. Ma non può certo tirarsi fuori dalle responsabilità di un’ulteriore mortificazione di Messina il sindaco  Accorinti che ha il dovere politico e morale di difendere le prerogative di una delle città metropolitane d’Italia: finora non ha fatto niente.

Il Sindaco, piuttosto che delirare a nome e per conto della collettività su quartieri hot,  politiche di sostegno ai Rom e di promoter della legalizzazione di sostanze stupefacenti, si occupi piuttosto del rischio  che i fondi della nostra Autorità portuale finiscano nel buco di bilancio del porto  “core” di Gioia Tauro al collasso economico.

Accorinti e la sua fallimentare giunta – prosegue Grioli –  smettano la vergognosa guerriglia ideologica contro la rappresentanza dell’Autorità Portuale e abbiano l’onestà intellettuale di ricordare che, oltre alla sicurezza di Villa Sabin, per cui si mobilita una manifestazione strumentale, a Messina si gioca la partita del Piano regolatore del porto in questo momento a Palermo per la approvazione; e così anche del nuovo porto di Tremestieri, del piano di riqualificazione del waterfront e della zona falcata, degli appalti per il recupero e riprogettazione della Fiera, tutti progetti in cui l’Autorità portuale svolge un ruolo fondamentale e che sono ossigeno per il nostro territorio povero di sviluppo e opportunità.

Accorinti si batta come “una belva” per difendere la autonomia portuale – continua Grioli –  a maggior ragione nella sua veste di sindaco metropolitano: se lo farà saremo i primi a riconoscerglielo. E non sottovaluti l’importanza vitale della istituzione di una ZES per Messina: Zona Economica Speciale in cui si possono applicare specifiche leggi finanziarie finalizzate ad attrarre investitori attraverso gli incentivi per la realizzazione degli investimenti iniziali, la disponibilità di terreni a canone di locazione ridotti ed utente a tariffe agevolate, le agevolazioni doganali, le deroghe ai contratti di lavoro, le esenzioni fiscali. Faccia Accorinti per una volta il primo cittadino e segua l’esempio di Gioa Tauro che ha presentato un disegno di legge ad hoc e, con la mediazione della regione Calabria, in occasione del masterplan per il sud, ha fatto propria la richiesta di ZES. Non dimentichi Accorinti – conclude Grioli –  che per la realizzazione di una ZES a Messina (area di Giammoro), la sola proposta inviata al Presidente della regione ed ad altri rappresentanti istituzionali quasi due anni fa ha la firma di dell’attuale capo dell’Autorità Portuale De Simone. Si confronti Accorinti, Sindaco metropolitano, con i due Sindaci di Pace del Mela e San Filippo del Mela, che hanno sottoscritto un’intesa con l’Autorità portuale di Messina in cui  viene auspicata la possibilità di prevedere l’attivazione di una Zes attingendo agli strumenti e finanziamenti strutturali comunitari per il  nuovo piano regolatore delle aree demaniali marittime ricadente nei loro comuni. Insomma faccia il Sindaco Accorinti o se ne vada davvero in Tibet: se non fa l’interesse della città, inutile che resti qui”.

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