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Donne all’attacco di quel grosso, grasso patrimonio d’adipe. Riconosciamole

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fondamentalmente messinaAvendo già ampiamente dichiarato antipatia per questo mese infausto, porto a sostegno della mia tesi un altro fattore di non poca importanza. Il primo tepore tardo primaverile infatti, provoca in una buona parte della popolazione femminile, una sorta di mutazione genetica. Simili a untori, si mescolano alle persone normali; popolano uffici, scuole, strade e piazze. Hanno lo sguardo provato dalla sofferenza, ma determinato: sono le donne a dieta. Tolti gli strati di lanetta, hanno fatto i conti con i fisiologici inestetismi e, invece di puntare tutto sullo sguardo, hanno dichiarato guerra ai chili di troppo. Naturalmente questa radicale scelta di campo ha delle ripercussioni non di poco conto nella vita sociale e affettiva, poiché le giustiziere dell’adipe, amano circondarsi di propri simili o comunque di chi è in grado di solidarizzare con loro, mentre evitano come la peste coloro i quali beatamente continuano a ingerire grassi saturi.
Bisogna stare molto attenti a questa specie, perché, in situazioni estreme, può diventare pericolosa o addirittura letale. Nell’attesa che Wild – Oltrenatura faccia un servizio dettagliato su di loro, vediamo di riconoscerle e difenderci. Hanno il volto emaciato a causa delle privazioni alimentari, sono tese come corde di violino, gli occhi sgranati, pronti a scrutare carboidrati a chilometri di distanza. Hanno sempre una bottiglietta d’acqua, dalla quale bevono avidamente, come se fossero in attesa di un’ecografia addominale, solo perché è importante urinare come la Chiabotto. Sono incattivite dalla totale mancanza di serotonina nella loro alimentazione, ma si beano di fronte ai loro pasti fatti di gallette di riso e spinaci bolliti.
Altre caratteristiche peculiari: si toccano e si specchiano. Si autopalpano i fianchi e il girovita continuamente, come se dimagrissero un chilo ogni mezz’ora, e si specchiano ovunque. Nei vetri delle auto, nelle vetrine dei negozi, negli schermi dei pc spenti, persino negli occhiali del loro malcapitato interlocutore. Perché amano godere dei propri risultati e mostrarli al mondo. Non stupiamoci se dopo appena una settimana di regime ipocalorico, con un calo ponderale di un chilo e mezzo, passeranno dalla camicia morbida sui jeans, a tutine tipo Eva Kant, che mostrano tutta la loro forma fisica ritrovata.
Preparatevi anche ad una nuova energia che millanteranno, come se il cambio di alimentazione fosse un cambio di vita, una folgorazione religiosa, il nirvana raggiunto. Ne parleranno con gioia; come quelli che smettono di fumare e vanno raccontarne i benefici ai fumatori, con l’entusiasmo dei testimoni di Geova che annunciano un nuovo messia, alla stregua delle presentatrici Avon al lancio di un nuovo rossetto. Naturalmente mai ammetteranno di patire i morsi della fame, di sognare gli arancini, di sentirsi svenire al passaggio nei pressi di un panificio. Al contrario giureranno e spergiureranno di sentirsi in forma, di non avvertire nessun bisogno di carboidrati e di essere ben felici di nutrirsi di foglie verdi e volatili sconditi.
Essenziale per una serena convivenza e affinché l’esemplare in questione resti calmo, è riconoscerne i progressi raggiunti, complimentarsi per la forma, e – spesso è necessario con le più accanite – mostrare preoccupazione per l’eccessiva magrezza raggiunta. Nel caso in cui ci si dovesse trovare a condividere un pasto, non prendiamocela se verremo guardati con disprezzo alla prima forchettata di spaghetti, sopportiamo pazientemente e sottolineiamo spesso come invece la discepola di Pannella non stia toccando cibo. Se osserviamo queste piccole regole, non ci saranno scontri e potremmo superare indenni qualsiasi convivio. Qualora non ci riuscissimo, prepariamoci al peggio: queste donne hanno i neuroni in sofferenza, si sentono investite del compito di portare saggezza e magrezza nel mondo, quindi è facile che, mentre addentiamo una patata fritta o un pezzo di focaccia unta e bisunta, si avvicini a noi una di loro per suggerirci un attento esame delle nostre culotte de cheval e il numero dell’Ideal Line. In ogni caso teniamo duro, la donna a dieta cederà presto sotto i colpi delle prime cene estive. Basterà la prima giornata trascorsa in spiaggia ad annotare gli inestetismi di altre simili. Non appena il conto di chi sta peggio supererà un congruo numero, festeggerà con una granita con panna.

Giusy Pitrone

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