USA 2020: Michael Bloomberg alle primarie tra i democratici

Il settantasettenne multimiliardario americano starebbe raccogliendo le firme necessarie per potersi presentare alle primarie del partito democratico, nonostante la rinuncia dello scorso marzo.

L’ottavo uomo più ricco del mondo ritornerebbe in politica dopo la fortunata parentesi newyorkese, quando fu eletto sindaco per ben 3 volte consecutive.

Nonostante a quei tempi facesse parte del Partito Repubblicano, sbocco naturale per un grande uomo d’affari come Bloomberg, si è sempre contraddistinto per le sue idee e visioni molto liberali e decisamente poco conservatrici, anche su temi importanti quali aborto o diffusione di armi da fuoco.

Dopo l’esperienza a guida della grande mela, lasciò il Partito Repubblicano per candidarsi come indipendente, mentre oggi sembra pronto a passare all’ala opposta.

L’impero Bloomberg scende in campo

Secondo la rivista Forbes l’imprenditore americano potrebbe vantare un patrimonio stimati di 52,4 miliardi di dollari, molti dei quali derivati dall’omonima compagnia.

Bloomberg L.P., fondata nel 1981 dallo stesso Bloomberg con l’aiuto di Thomas Secunda, Charles Zegar e altri partner, ha costruito la sua fortuna attraverso lo sviluppo di software per l’analisi finanziaria, per poi aprirsi a diverse attività d’informazione come analisi finanziaria e diffusione di alcuni tra i migliori segnali di trading in circolazione.

Chiaramente disponendo di un patrimonio simile non avrebbe problemi a costruire una massiccia campagna pubblicitaria in vista delle prossime elezioni politiche americane, che lo vedrebbe quindi opporsi ad un altro miliardario a stelle e strisce come Donald Trump.

Tuttavia il suo ingente patrimonio potrebbe non bastare per conquistare il cuore degli elettori, in primis i democratici.

Il partito sta subendo infatti una decisa virata a sinistra, attraverso candidati considerati estremisti come Bernie Sanders od Ocasio-Cortez, per mezzo dei quali il partito potrebbe spostarsi su posizioni sempre più ostili a miliardari come Bloomberg, visti come i principali artefici della grandissima diseguaglianza economica tra la classe più alta e quelle più modeste.

Inoltre il miliardario di origine ebraica si rese particolarmente antipatico all’elettorato dem quando promosse e difese apertamente l’odiosa pratica dello Stop&Frisk, con la quale la polizia di New York poteva fermare, detenere e controllare qualsiasi civile senza particolari vincoli. Ovviamente gli eccessi non si fecero attendere.

Michael Bloomberg: un moderato tra i democratici

Come già detto, il 9 Marzo 2019 aveva apertamente rinunciando alla corsa verso la casa bianca. Il suo annuncio fu preceduto da qualche ora da quello di Hilary Clinton, aprendo la strada a candidati considerati più “socialisti” come la Warren, Bernie Sanders e le nuove leve come la Cortez.

L’unico moderato rimasto nel partito sembrava quindi l’ex vice-presidente del governo Obama Joe Biden.

Costui sembra tutt’altro che volare nei sondaggi: proprio il crollo di popolarità di Biden, oltre che la deriva socialista del partito, considerata pericolosa da un miliardario come Bloomberg, avrebbe convinto il lo stesso a scendere in campo.

Potrebbe quindi avverarsi un vero e proprio scontro tra magnati in caso di vittoria di Bloomberg tra i democratici e una, probabile, riconferma di Trump per i repubblicani.

Proprio il Tycoon si sarebbe espresso con parole poco generose nei confronti del collega imprenditore, che secondo The Donald avrebbe perso il tocco magico dei tempi che furono e finirebbe solo per sperperare denaro inutilmente.

Insomma la candidatura di Michael Bloomberg non sembra convincere né repubblicani né democratici, né filosocialisti né liberal-conservatori.

Forse è proprio questo il motivo per cui Bloomberg non ha in realtà ancora sciolto le riserve sulla sua candidatura.

Il suo entourage ci tiene infatti a precisare che, per quanto sia vero che la raccolta firme in vista delle primarie in Alabama abbia raggiunto l’obiettivo e la si stia lavorando alla candidatura, il miliardario non avrebbe ancora deciso sul da farsi.

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