Servizio pulizie al Policlinico. Ritirato il bando di gara che metteva a rischio posti di lavoro

policlinico messinaSoddisfatta la Filcams Cgil per l’annunciato stop da parte del Direttore amministrativo del Policlinico al più volte contestato bando di gara relativo al servizio di pulizia. Un bando, quello contestato, che per alcune gravi criticità e clausole foriere di equivoci, metteva a rischio i livelli occupazionali e la qualità del servizio di pulimento. La Filcams Cgil, dopo ripetute segnalazioni e dopo avere anche coinvolto il Prefetto, al quale era stata chiesta la convocazione dell’Osservatorio provinciale sul pulimento, e l’Assessore regionale alla sanità, ieri ha incontrato il direttore amministrativo del Policlinico di Messina il quale ha riconosciuto la necessità di ritirare il bando contestato e indire al più presto una nuova gara. «Il dottore Vullo ha rilevato le forti criticità che il bando presentava e si è impegnato a ritirarlo – spiega Carmelo Garufi, segretario generale della Filcams Cgil –. Un problema, quello del bando, che riguardava non solo i livelli occupazionali ma soprattutto i livelli qualitativi del servizio di pulizia nell’ospedale». Per i prossimi mesi, nelle more della predisposizione del nuovo bando e dell’espletamento della gara, il servizio di pulizia verrà garantito in regime di proroga. Attualmente per effettuare il servizio di pulizia dei 9 padiglioni del Policlinico più le altre strutture interne ed esterne del plesso per oltre 170mila mq coperti e oltre 150mila esterni che vengono puliti una volta o due al giorno a seconda della tipologia di reparto, sono impiegate circa 220 unità di personale. Il bando contestato riduceva di circa la metà la forza lavoro e l’impegno sulla pulizia dei reparti con gravi conseguenze – come denunciato dalla Filcams – di carattere igienico oltre che occupazionale. «Il direttore Vullo ha condiviso le nostre preoccupazioni sul bando e si è quindi impegnato a modificarne i punti più controversi – spiega Garufi –. Un risultato positivo sia per i lavoratori che per l’utenza». 

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