Per i 17 ex Feluca non c’è più speranza, il Comune non ne vuole sapere

feluc1“Nonostante le ripetute richieste d’incontro rimaste inevase e in prossimità dell’incontro all’Ufficio Provinciale del Lavoro che segnerà la fine occupazionale dei 17 lavoratori di Feluca, il commissario straordinario del Comune rifiuta di incontrare lavoratori e sindacato facendosi, di fatto, garante dei dirigenti dei Dipartimenti di Palazzo Zanca che si rifiutano di fornire notizia sulla spesa annuale che l’Ente affronta con società esterne per i servizi telematici”. A sostenerlo è la segreteria provinciale della Fim Cisl che evidenzia come “proprio la spesa per i servizi telematici a società esterne giustificherebbe la costituzione della New Co. e dunque il passaggio alla stessa dei 17 dipendenti della Feluca in Liquidazione”. La Fim vorrebbe capire perché il Commissario ha disposto la revoca della costituzione della New.Co. sulla cui utilità si erano già espressi positivamente tanto il Consiglio comunale quanto la Provincia Regionale (altro socio della partecipata pubblica), dopo aver speso parecchie decine di migliaia di euro per consulenze a esperti di diritto pubblico societario, senza tuttavia dar mai seguito ai due deliberati.
“Si continua – sottolineano dalla segreteria Fim – a celare la consistenza della spesa che molti Dipartimenti e Aree di Staff del Comune sostengono, a prezzi decisamente fuori mercato in quanto abnormi e alimentando così società esterne attraverso affidamenti diretti appena sotto soglia della normativa che regola gli appalti pubblici”.
Nel corso della Conferenza dei Capigruppo del 20 dicembre scorso sindacato e lavoratori avevano fornito al Commissario straordinario del Comune Luigi Croce cifre e contenuti degli affidamenti, tratti da atti e documenti pubblici (Bilancio, Delibere e Determine dirigenziali) le cui cifre complessive superavano di grandissima misura l’ammontare necessario alla costituzione e al funzionamento della New Co. “Lo stesso Commissario – ricordano il segretario generale della Fim Cisl Antonino Alibrandi e la segretaria provinciale Giovanna Beccalli – nel corso di quell’incontro aveva promesso di ritornare sui suoi passi e propendere per la costituzione della New Co. qualora fosse stata più vantaggiosa anche di un solo euro la gestione attraverso la società pubblica. Purtroppo, però, sono trascorsi tre mesi nel silenzio, i dipartimenti continuano a spendere e i 17 lavoratori ex Feluca sono a un passo dalla disperazione dopo più di un anno di cassa integrazione in deroga e dal 1 gennaio 2013 con la lettera di licenziamento in tasca”. A chi dà fastidio la New Co.? A chi ha dato fastidio Feluca? Quali interessi possono determinare questo stato di cose e una storia così assurda legata alla distruzione di una società che – oltre 15 anni fa – era nata per iniziativa di un gruppo di ex lavoratori lsu precorrendo i tempi dell’eGovernment che oggi dovrebbe essere una normalità e una via per risparmiare nella gestione di un servizio?

 

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