Manutenzione della linea tranviaria da parte dell’Atm. Esposto dell’Orsa alla Procura

tram2L’Orsa presenta un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Messina in merito alla gestione tecnica e finanziaria dell’attività manutentiva della linea e dei mezzi tranviari affidati all’Atm. Il sindacato ricorda che, con delibera n°277 del 6 agosto 2002 della Giunta Municipale, la gestione complessiva della linea tranviaria Gazzi-Annunziata era stata affidata, in via provvisoria, all’Atm, “sia per la fase successiva all’entrata in esercizio, sia per quella precedente per consentire alla stessa azienda tutti gli adempimenti propedeutici” e di “rinviare a successivo provvedimento l’approvazione del contratto di servizio che regolerà i rapporti fra Comune di Messina e Atm”.

Inoltre, si era deliberato di “assegnare in comodato d’uso all’Atm, nelle more della sottoscrizione del contratto di servizio e sulla base di verbale da redigersi in contraddittorio fra le parti ad ultimazione delle operazioni di collaudazione, la linea tranviaria comprensiva di impianti e vetture, man mano che le stesse saranno consegnate all’Amministrazione comunale”.

«Nel gennaio 2003 — dichiara l’Orsa — l’Ufficio Speciale Trasporti e Impianti Fissi della Campania, organo della Direzione Generale Stif del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha certificato l’immissione in servizio delle prime 7 vetture tranviarie accertando la sussistenza delle condizioni di sicurezza per l’esercizio a Messina; le ulteriori 8 vetture, ci risulta, siano state consegnate e certificate al Comune di Messina tra il 2003-2004 a completamento dell’intera flotta tranviaria da utilizzare sulla linea Gazzi-Annunziata».

Alla luce di ciò, l’Orsa lamenta una grave mancanza e cioè che «ad oggi nessun contratto di servizio è mai stato stipulato tra Comune di Messina e Azienda Trasporti, al fine di regolamentare i rapporti tra le due parti in termini di servizi e attività richieste e prestate e i corrispettivi economici riconosciuti, né per l’esercizio tranviario né per quello gommato, e che l’Atm continua a essere un’Azienda speciale con le prerogative che questa comporta nei confronti dell’ente proprietario».

«Risulta — prosegue il sindacato — che sebbene l’Atm avesse solo in comodato d’uso la linea tranviaria compresa di impianti e vetture, la stessa Azienda provvedesse in tutto e per tutto a proprio unico onere, riportato in bilancio annualmente, alla gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria della linea e delle vetture tranviarie; tale onere è riportato in ogni bilancio aziendale successivo all’attivazione del servizio tranviario e contestualmente evidenziamo come, dall’anno 2004 ad oggi, nessun bilancio Atm viene sistematicamente votato e approvato dal Consiglio Comunale, organo preposto secondo la normativa delle Aziende Speciali a convalidare il bilancio dell’Atm. Nell’ultimo bilancio consuntivo del 2012 gli oneri inerenti la gestione della linea e delle vetture tranviarie ammontano in capo ad Atm a circa 1,10 milioni di euro, ripartiti in: 47.036 euro per la manutenzione e riparazione ; 513.120euro per la manutenzione della linea Tram (ad opera della ditta Ventura); 526.072 euro per la manutenzione Impianti e armamento Tram (ad opera della ditta Esperia);  5.770 euro per la manutenzione Vetture Tram (ad opera ditta Alstom); 16.995 euro per costi diversi Tram (Ustif)».

«Risulta, inoltre — continua l’Orsa — che sul totale della flotta di 15 vetture disponibili ad Atm per l’esercizio il massimo mai impiegato sulla rete cittadina e quindi disponibile all’utenza si sia riscontrato nel biennio 2007-2008 con dieci vetture circolanti in linea. Come riscontrabile dai libri di servizio, dall’anno 2008 in poi, il numero di vetture utilizzabili in linea diminuisce progressivamente per problemi manutentivi. Una volta infatti scaduto il contratto quinquennale di manutenzione delle vetture tranviarie con la ditta fornitrice Alstom, che avrebbe dovuto garantire anche la formazione professionale di personale addetto in Atm, si innescano una serie di contenziosi tra le due, che causano inevitabili criticità manutentive provocate anche dalla difficoltà nel reperimento dei pezzi di ricambio originali delle vetture».

A seguito di questa vicenda, per la difficoltà da parte dell’azienda trasporti di reperire i pezzi di ricambio, dal 2008 — sottolinea il sindacato — ben 5 vetture sono diventate inutilizzabili, e di queste due hanno circolato solo per il primo biennio. Dal 2011 al 2013, poi, si sono fermate anche altre 2 vetture.

Tale situazione ha portato inevitabilmente all’attuale carenza di vetture e — aggiunge l’Orsa — «alla “cannibalizzazione” di alcuni mezzi al fine di rimettere in sesto gli altri. Le vetture ancora sopravvissute alla cannibalizzazione ci risulta siano 8 anche se non tutte utilizzabili. Nelle officine tranviarie dell’Atm sono visionabili le vetture cannibalizzate negli anni, ridotte ormai a carcasse e di cui in alcuni casi rimangono solo le scocche esterne. Le vetture sono state acquistate con finanziamenti pubblici al costo di circa 1,5 milioni di euro ciascuna».

«Alla luce di ciò — conclude il sindacato —, non essendo fino ad oggi stato stipulato alcun contratto di servizio tra Azienda Trasporti e Comune che regolasse in maniera diversa la materia l’Atm, come da delibera del 2002, permane unicamente il gestore del servizio e dei mezzi tranviari affidati in comodato d’uso all’azienda ma che restano di proprietà del Comune di Messina».

Pertanto, l’Orsa chiede di porre in essere ogni attività utile ad accertare eventuali responsabilità civili e penali in merito alla gestione dagli anni 2003 al 2013 delle attività di manutenzione dei rotabili e della linea tranviaria dell’Atm;  di accertare la natura dei contenziosi scaturiti tra Atm e la ditta Alstom e la legittimità dei rapporti finanziari tra Comune e Azienda Trasporti in merito agli oneri posti in bilancio relativi alla manutenzione dei mezzi e della linea Atm fino al 2012.

Per quanto riguarda, invece, la pratica della “cannibalizzazione” dei mezzi per ottenere dei pezzi di ricambio al fine di rimettere in sesto le vetture destinate al servizio trasporti, il sindacato chiede «di verificare chi abbia disposto e/o autorizzato all’interno dell’Atm, dal 2008 al 2013, la “cannibalizzazione” delle vetture tranviarie; se l’Amministrazione Comunale di Messina del periodo, nella qualità di legale proprietaria dei mezzi, sia stata preventivamente informata e/o ne abbia autorizzato la pratica; se tale attività sia giudicabile legale, legittima e opportuna o abbia causato direttamente o indirettamente un danno alla cosa e al patrimonio pubblico, aggravando lo stato di crisi finanziario e gestionale dell’Atm». 

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