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Conferenza Messina. Cisl: “50mila euro per l’evento. E i precari?”

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Ricorre l’anno del 60° anniversario della Conferenza di Messina, riunione interministeriale dei sei Stati fondatori della CECA, che si tenne a Palazzo Zanca l’1 e il 2 giugno del 1955, sintetizzata nella Risoluzione di Messina del 3 giugno, che gettò le basi per l’avvio dell’integrazione europea, in merito a questo evento si esprime Calogero Emanuele, segretario provinciale di Cisl Fp: “La manifestazione dell’evento del 3-6 giugno impone assunzioni di atti e determinazioni con carattere di urgenza ed impegno di somme per fare bella figura”.

“É necessario, però – sottolinea −, fare di necessità significando che in tempo di crisi bisogna saper avere cura del patrimonio e di beni che l’ente acquisisce e dispone senza ricorrere di volta in volta a spese straordinarie finalizzate ad un unico evento. Bisogna avere la capacità di conservare i beni e, quindi, razionalizzare ed economizzare al massimo con un migliore utilizzo delle risorse”.

“Per more di verità – prosegue Calogero Emanuele −, bisogna riconoscere che in questi giorni vedere all’opera  operai  manutentori dipendenti comunali fa onore e fa ben sperare in una presa di coscienza del lavoratore pubblico che, di questi tempi, deve entrare nell’ottica di idea di guardare al futuro e dare immagine all’Ente di appartenenza perchè alla fine “ il Comune è di tutti”.  Questo staff con piccole manutenzioni e piccole spese ha saputo cambiare volto ai corridoi e le stanze di Palazzo Zanca”.

“Vorremmo capire, però – precisa il Segretario provinciala Cisl Fp −, come e a cosa servono i 50mila euro impegnati per tale evento che  si consuma in soli tre giorni, mentre per altre problematiche spinose e delicate  non si riesce ad assumere gli atti con la stessa determinazione”.

“Il riferimento è alla stabilizzazione dei precari – spiega − che pur se vengono ipotizzate percorsi, restiamo convinti che si può fare di meglio e per fare di meglio chiediamo un sforzo in più agli addetti ai lavori per ricercare quelle altre soluzioni tecniche che consentono una migliore condizione di vita per questi lavoratori che si potrebbero trovare con uno stipendio-sussidio al di sotto di qualsivoglia minimo pensionistico”.

“Penso che ci vuole una assunzione di responsabilità da parte di tutti – dichiara Calogero Emanuele segretario provinciale Cisl Fp − e convergere verso una soluzione condivisa al di là delle appartenenze e delle ideologie e soprattutto coinvolgendo i lavoratori che poi sono i veri destinatari delle decisioni altrui”.

“É giusto in questi giorni dedicarsi a questo eccezionale evento – conclude −, ma la partita stabilizzazione deve essere definita, mettendo sul tavolo tutte le ipotesi possibili e percorribili, per non vanificare il lavoro fatto in questi anni e soprattutto per non rischiare il peggio”.

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