A Messina “gli ultimi saranno come i primi”. Nel triennio di Accorinti nulla cambia

accorinti felice con megafono in manoOggi sono 36 mesi che Renato Accorinti è sindaco di Messina, e in 36 mesi, inutile girarci attorno, Messina è peggiorata ulteriormente. Sembrava impossibile, viste le condizioni in cui era ridotta già nel 2013, eppure, almeno in questo, Accorinti si è rivelato il “sindaco dell’Impossibile”.

Già perchè sembrava ‘impossibile’ che il programma lanciato in campagna elettorale dall’uomo delle proteste potesse avverarsi; sembrava impossibile, 3 anni fa, che potesse scardinare certi sistemi consolidati nel tempo da una politica d’inciuci, di ‘comparati’, di ‘posti’ creati ad hoc per amici ed amici degli amici. E in effetti è stato impossibile.

Invece l’impossibile è avvenuto nell’accezione negativa: nel segno della continuità, senza applicare alcuna rivoluzione, tutto è andato avanti come prima e peggio di prima.

Abbiamo un’economia ferma, servizi sociali bloccati, abbiamo fatto ridere l’Italia intera per essere stato l’unico Comune a non presentare un bilancio per mesi e mesi, la città è invasa dai rifiuti, è senz’acqua, senza lavoro, Palermo ci prende costantemente per il bavero ( promesse tante, fatti zero); Roma non si prende neanche il disturbo di prenderci per il bavero ( non promette, toglie e basta).

Messina non è ‘sentita’, non conta, non ha potere ‘contrattuale’, non può utilizzare una politica di scambio perchè sul piatto della bilancia non ha nulla da proporre . Insomma, Messina conta ASSOLUTAMENTE nulla.

Colpa di Accorinti? No, assurdo attribuire a lui la responsabilità dello sfacelo di questa città. Per portarla al punto in cui è ci sono voluti ventenni di malagestione, di disinteresse amministrativo. In pratica si sono dovuti mettere d’impegno buono tutti i ‘nostri’ di palazzo Zanca per ridurre Messina ad un avamposto, soltanto una tappa obbligata per chi scende in Sicilia ( e solo se in auto); un luogo dal quale fuggire appena hai un diploma in tasca e non tornarci più. E, giusto per allargare il campo delle responsabilità, ovvio che vanno posti nella squadra dei  ‘menefregodiMessinabastachesonostatoeletto’ anche i nostri deputati regionali e nazionali. E non solo gli attuali, altrettanto ovvio. Gli ultimi saranno i primi” – secondo Matteo – A Messina, invece, ” Gli ultimi saranno COME i primi”. Se non peggio”.

La colpa di Accorinti, allora? Quella sbandierata rivoluzione mai avvenuta; quel mantenere intatti i privilegi della casta, lui che la casta, da uomo della strada, l’aveva attaccata, condannata; quel volere apparire ‘diverso’ quando ‘diverso’ non è.

Ok, è onesto, ma da quando l’onestà è un optional e non un requisito di base per governare? Dobbiamo gridare al miracolo solo perchè non ‘magna’? Miracolo nell’azione di un sindaco è quando una città già devastata avvia un percorso di rinascita, non quando sprofonda ancora di più. Miracolo è quando dopo 3 anni si vedono i primi frutti (ancora acerbi magari, ma devono esserci) di una buona semina. Miracolo è quando almeno un parziale recupero s’intravede. Qui c’è il buio pesto. E a tratti anche coltellate in questo buio.

Patrizia Vita

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