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Greta e Vanessa, il difetto di essere donne

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greta e vanessaGravissimo ciò che è accaduto e sta accadendo nel nostro paese in merito alla vicenda di Greta e Vanessa, due ragazze che hanno un solo problema: essere donne.
Nell’immaginario comune,  mi accorgo che l’unica evoluzione delle donne dal tempo in cui dovevano stare a casa, è fare “beneficenza ” o catechismo , meglio se in parrocchia.
Su Greta e Vanessa – le due volontarie “restituite” all’Italia dietro pagamento di riscatto- una valanga di insulti, di illazioni: “con i guerriglieri, loro, ci stavano. Eccome se ci stavano”. Volgarità, offese da osteria, da parte di chi non sa ma presume.
La vicenda mi fa venire in mente il linciaggio delle donne violentate, alle quali alla sofferenza, all’offesa, al dolore fisico, ai danni psicologici, si aggiunge il morboso sospetto : “com’eri vestita? Ti e’piaciuto? Eri consenziente?. Non si esce da sola. Chi frequenti? “
C’è un giudizio, dietro, malcelato; c’è una condanna. E questo ha due conseguenze gravissime. La prima, sulla persona, che difficilmente supera un trauma del genere, perchè arriva a sentirsi responsabile di ciò che ha subito. Ma ben più grave è la conseguenza sociale in termini di sviluppo del concetto di solidarietà e quindi di civiltà e sviluppo di una nazione .
Quanto inciderà sulle scelte di probabili volontarie, la vicenda delle due ragazze rapite?
Per chi opera la solidarietà’,(che e’un dovere per tutti e non un merito o, peggio, una medaglia) ha poca importanza se l’impegno è’svolto in Siria ,in Cina,in Nigeria o in Congo o in una altro qualsiasi paese,oppure accanto alla porta di casa, dove il vicino e ‘solo e malato. Poca importanza perché il valore a cui si fa riferimento (che è un principio di sviluppo della società e di progresso, e non necessariamente collegato ad un credo religioso ) è che il mondo e’popolato da un’unica grande famiglia, quella degli uomini. Oggi sono i fratelli Siriani ad avere necessità di sostegno e presenza; domani potremmo essere noi. Sul principio della solidarietà, dunque, ci ritroveremo circondati da altri fratelli pronti a ricambiare quanto hanno ricevuto.
Filosofia spicciola? Non credo. La civiltà, l’evoluzione della specie, il progresso nelle forme più’ raffinate, riguardante interventi di sviluppo e uguaglianza, avviene solo quando gli individui ,le famiglie,i gruppi sociali,le nazioni si uniscono attorno all’unico obiettivo che ci distingue da altre specie viventi: lo sviluppo e l’emancipazione della razza umana che non hanno nè genere, nè razza, nè religione.

Maria Celeste Celi

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