io per editoriale

A tu per tu col nuovo anno. Senti tu…

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io per editorialeSono a corto di idee. E di aspettative. L’editoriale di inizio anno, il dodicesimo per me, in cui “corre l’obbligo” di augurarsi e augurare, a me stessa e la città, ogni bene che il nuovo anno abbia nella sua sporta, non è cosa facile. Ho chiesto di tutto, collettivamente apprezzabile, in 12 anni, per Messina e, dunque, per noi che l’abitiamo. Dal lavoro per tutti, ai parcheggi, al sostegno per anziani, bambini e disabili; da amministratori che abbiano a cuore il bene comune – onesti sino al midollo ma anche fattivi, partecipi ai nostri bisogni – alla cura e la difesa del nostro patrimonio urbano e geografico: strade, monumenti, Stretto, trasporti, ospedali, enti ed affini. Risultato? Non è cambiato nulla, anzi, è peggiorato.

E allora, con arroganza, pretendo. Pretendo soluzioni per questa Messina abbandonata, illusa e poi delusa. Pretendo attenzione dai governi, regionale e nazionale. Messina non è carne da macello, nè prostituta da sfruttare ( dammi il voto che ti ripago con finanziamenti a pioggia). Messina è. E’ città da rispettare, curare.

Pretendo anche che Messina faccia a meno, per il 2015, di certi patetici figuranti.

Dell’aspirante politico. E’ quello che neanche ha capito cos’è una giunta e cos’è un consiglio, ma lui tenta di trovarlo comunque un posto lì, “o comuni”, e sgomita tra un evento di solidarietà e un corteo antimafia, o per “salvareunospedale”.

Del buonista estremo. E’ quello che ” basta che li accogliamo…poi dove finiscono finiscono”. Sui migranti, lui, potrebbe scrivere un secondo libro “Cuore”. Garrone e Precossi gli fanno un baffo, a lui, che ne vorrebbe anche 10mila con la mano tesa ai semafori, a dormire sotto un tendone che se piove piove.

Del sentenzialista. E’ quello che “sa tutto lui”; quello che se ci fosse lui al Governo, la Merkel morirebbe d’invidia, Renzi gli porterebbe il caffè in stanza, e pure con l’inchino, e il PIL svetterebbe sul Montebianco.

Del Fine investigatore. E’ quello che sa che stanno per scattare arresti eccellenti. Che lui sa, da fonti sicure, che sindaco, giunta, consiglio comunale, vescovo con tutta la curia, rettore e docenti, sono in combutta e finiranno a Gazzi. Senza passare dal via.

Del giornalista da Facebook. E’ quello che immette notizie da “urlo” sul social del “Cuttigghio”, magari dopo averle “rubate” a vere testate, le spaccia per proprie, e sopra ci scrive pure “Scoop”.

Del “vorrei ma non posso“. E’ quello che, come da “figurante precedente”, posta su Fb notizie, stavolta tutte sue, prese dalla strada, dando il taglio giornalistico. Tipo: ” Non si hanno notizie da sei ore del gatto della signora Pina. L’ultima volta è stato avvistato sui tetti di Montalto. Chi sa parli”. E’ anche quello convinto che i giornalisti messinesi sono “Giornalai”; che in lui si sono reincarnati Montanelli e Biagi. E si “sciarriano” pure, tra cuore e testa, per prenderne totale possesso.

Del “messinese puro”. E’ quello che è tutto questo appena elencato.

Ieri, ultimo giorno del 2014, la città si è “vestita di bianco”, voglio credere, simbolicamente, che sia una sorta di “purificazione”; che si cominci da una mutazione climatica per arrivare a quella degli uomini che la governano, che la abitano. Voglio credere. Buon anno.

Patrizia Vita

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