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Ruggeri-story: nuovo rinvio a giudizio per l’ex capo di Gabinetto del Comune ed ex commissario Ato

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ruggeridueL’ex Capo di Gabinetto dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, Antonio Ruggeri,ex commisario Ato 3, è stato rinviato a giudizio dal gup Monica Marino nell’ambito di una delle inchieste in cui Ruggeri è coinvolto. Quella per la quale andrà a processo al prossimo settembre, con l’accusa di abuso d’ufficio, scattò a seguito della denuncia di due ex consiglieri comunali, Nello Pergolizzi e Giuseppe Melazzo, e di un sindacalista, attuale: Mariano Massaro dell’OrSa. Furono loro a segnalare alla magistratura la stranezza della “sfolgorante” carriera di una dipendente Ato che, a detta dell’accusa, con passi da gigante sarebbe passata dal 4° all’8° livello in pochissimo tempo. Ruggeri, per l’accusa avrebbe abusato dei suoi poteri d’ufficio disponendo quell’avanzamento di grado di una semplice dipendente che, in soli 2 anni, dal 2008 al 2010, sarebbe divenuta dirigente.
Un reato che Ruggeri- sostiene l’Accusa- avrebbe commesso sia da amministratore delegato che da presidente del Cda, cariche che ricoprì in quegli anni.
Oggi, per Ruggeri il rinvio a giudizio.

Il secondo dell’anno, dopo quello dello scorso 3 aprile, per il reato di Peculato. Secondo l’accusa, con un furgone dell’Ato3, della quale era commissario, Ruggeri avrebbe trasportato il proprio gommone da Portorosa, luogo in cui trascorre la villeggiatura, a Larderia, per una riparazione. Di più, Ruggeri avrebbe anche impegnato, per il trasferimento, personale dell’azienda.
Ma nella storia politico-giudiziaria del plurinominato Antonio Ruggeri, non è mancato neanche l’arresto. Nel gennaio 2013, infatti, venne posto ai domiciliari per peculato. Punto centrale dell’accusa erano stati i 136mila euro che ebbe come liquidazione da commissario Ato, al momento delle sue dimissioni. Quell’incarico, va specificato, lui si era impegnato a svolgerlo a titolo gratuito poichè era contemporaneamente capo di gabinetto dell’allora sindaco Buzzanca.
Il Gip aveva anche ordinato il sequestro preventivo del suo conto corrente, fino a un importo massimo di 110 mila euro: finirono sotto chiave i 52mila euro trovati sul suo conto.

 Patrizia Vita

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