Nella operazione antidoping dei Nas di Cosenza coinvolti anche messinesi

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nasAssociazione per delinquere , truffa ai danni dello stato, ricettazione, falso e violazione della normativa sul “doping”. Sono queste le accuse formulate a vario titolo a carico di 16 persone destinatarie di ordinanze cautelari eseguite questa mattina dai Carabieniri del Nas di Cosenza. Tra questi due messinesi, raggiunti da provvedimenti di obbligo di dimora.
I militari hanno sgominato un’organizzazione dedita al traffico di sostanze dopanti negli ambienti del “body Building” in diverse localita’ del Mezzogiorno, con particolare riferimento alla citta’ di Cosenza ed alla sua provincia.
Ottanta le perquisizioni eseguite in diverse citta’ dell’Italia centro-meridionale nell’ambito di un’indagine condotta dai NAS di Cosenza e diretta dalla Procura della Repubblica della citta’ calabrese. Nove gli arresti eseguiti ( a due dei destinatari sono stati concessi gli arresti domiciliari); 5 le misure di divieto di dimora, due gli obblighi di dimora ( a due soggetti messinesi). Attraverso la falsificazione di ricette mediche, gli indagati riuscivano ad approvvigionarsi nelle farmacie di alcune sostanze dopanti a base di somatotropina, una sostanza prescritta per favorire la crescita ma utilizzabile anche per far aumentare la massa muscolare, che ha pero’ gravi effetti collaterali. Le ricette erano scritte su ricettari rubati e firmate a nome di medici ignari. Il danno per le casse pubbliche ammonta a circa 1 milione di euro. La prescrizione avveniva, in alcuni casi, a beneficio di pazienti detenuti. Le indagini sono state avviate dal Nas di Cosenza tre anni addietro. Tra gli indagati titolari di palestre e atleti, non necessariamente professionisti, ma desiderosi di esibire un fisico muscoloso. Al riguardo gli inquirenti parlano di una vera e propria dipendenza psicologica da parte di alcune delle persone coinvolte, che non potevano fare a meno di esibire un fisico da culturista.
Nel corso delle attivita’ di perquisizione sono state rinvenuti e sottoposti a sequestro ingenti quantitativi di sostanze dopanti e di ricette mediche del servizio sanitario nazionale di provenienza illecita. Dall’attivita’ investigativa, avviata dal 2011 e svolta attraverso acquisizioni documentali, appostamenti e strumenti di natura tecnica, e’ emersa l’esistenza di un’associazione per delinquere, composta da diverse cellule operative dislocate sul territorio nazionale e soprattutto su quello calabrese. Le sostanze dopanti venivano vendute non solo ad atleti dediti all’attivita’ di body building, ma anche a pugili. I prodotti dopanti venivano acquisiti attraverso il circuito farmaceutico – in alcuni casi con la complicita’ dei farmacisti – e mediante canali di approvvigionamento clandestini, anche esteri. La capillare commercializzazione delle sostanze dopanti, talvolta somministrate direttamente dagli stessi indagati, veniva agevolata dalla disponibilita’, da parte di alcuni di loro, di palestre dislocate su tutto il territorio nazionale – Sibari (Cs), Avellino, Lamezia Terme (Cz), Cosenza, Crotone, Foggia, Napoli, Taranto, Messina e Roma – con gravissimo pericolo per la salute pubblica a causa dell’assenza totale di controllo medico. Tra i farmaci dopanti sequestrati nel corso dell’attivita’ investigativa, ad uso umano e veterinario, vi sono l’Humatrope 12 mg 36 UI, il Norditropin Simplexx, il Saizen 8 mg, lo Stargate, il Winstrol, il Boldenone, il Sustanon ed il Proviron.

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