Muore in Ospedale. La famiglia: “Interventi tardivi”. 4 medici indagati

tribunale-messina 1Quattro medici dell’ospedale Piemonte sono indagati nell’ambito di una nuova inchiesta della procura di Messina, relativa al decesso di una donna di 81 anni. Il racconto dei familiari.
Il 31 gennaio, per una caduta accidentale, alla donna riscontrano frattura del collo del femore. L’1 febbraio viene sottoposta ad intervento chirurgico all’ospedale Piemonte. Tutto procede bene. Rosaria Orioles, 81 anni, di Villafranca, prosegue al reparto di ortopedia il suo decorso clinico, assistita dalla figlia.
La notte successiva all’intervento, nessun problema per l’anziana, e così è per l’intera giornata del 2 febbraio.
E’ alle 3,30 della notte tra il 2 ed il 3 febbraio che la figlia riceve la telefonata della madre: le chiede aiuto, accusa forti dolori a stomaco, petto e braccia e spalle.
Dolori che, la stessa figlia constata poco dopo, raggiunto l’ospedale, fanno urlare di dolore l’anziana. Da qui ha inizio una lotta contro il tempo. Sulla denuncia dei familiari si legge di richieste di soccorso a infermieri, medico di turno e cardiologo, sino all’intervento esterno di una parente medico. Si legge anche di incomprensibili ritardi nel sottoporre la paziente ad esami specifici e tardive diagnosi di sofferenza cardiaca. A detta dei denuncianti, infatti, soltanto alle 6,30 circa ( dunque a 3 ore dalla richiesta di soccorso) i sanitari del Piemonte avrebbero effettuato sulla donna monitoraggio cardiaco, somministrato ossigeno, praticato il massaggio cardiaco, somministrata adrenalina, la paziente è stata anche intubata. La cardiologa, esaminando il tracciato dell’elettrocardiogramma, ha riscontrato la sussistenza di un possibile problema cardiaco.
Nonostante tutte queste manovre, Rosaria Orioles è morta alle 07.50 del 3 febbraio.
Tutto questo, esposto in denuncia, ha dato il via all’inchiesta, titolare il sotituto procuratore Dieco Capece Minutolo, che ha già iscritto 4 medici sul registro degli indagati, per omicidio colposo.
Nel pomeriggio il conferimento incarico perchè sia effettuata l’autopsia. La famiglia è assistita dall’avvocato Nino Cacìa.

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