Messina. Rissa notturna a piazza Catalani, la seconda in centro in due settimane

Un’altra rissa nel weekend ha coinvolto una quindicina di persone nel centro di Messina: è successo tutto intorno alle 4 di notte a piazza Catalani, proprio ai piedi della statua di Don Giovanni D’Austria. Attualmente le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti e identificare le persone coinvolte. A commentare, il vicepresidente della IV Circoscrizione Francesco Melita: «Qualcosa non ha funzionato nei luoghi della movida, prime vittime i gestori dei locali».

È quasi l’alba a Messina e un gruppo di ragazzi, circa una quindicina, iniziano a picchiarsi nel centro della movida notturna della città dello Stretto. Avvisata di quanto stesse accadendo, la Polizia si è recata sul posto, ma i giovani si sono subito allontanati e non è stato possibile identificarli. Per farlo si dovrà probabilmente fare affidamento si sistemi di videosorveglianza della zona.

La rissa della notte tra il 27 e il 28 giugno non è pero un fatto isolato, solo due settimane fa in via Garibaldi due giovani sono rimasti feriti a seguito di una lite. Le quattro persone coinvolte, in quel caso, tutte tra i 18 e i 26 anni, sono state denunciate per rissa aggravata.

A commentare questo e gli ultimi avvenimenti è il vicepresidente della IV Municipalità, Francesco Melita, che sottolinea: «Per l’ennesima volta apro i siti di informazione della nostra città e leggo di risse e botte da orbi nel centro storico. Qualche settimana fa il luogo deputato ad ospitare il combattimento urbano era stato Via Garibaldi, ieri sera altri lottatori hanno scelto Piazza Catalani.

L’area di piazza Catalani e di via Lepanto – scrive Melita in una lettera – ha subito una trasformazione urbana che ha ridato lustro al centro storico di Messina, un tempo vie di artigiani e di piccole officine, fino a quando all’inizio del nuovo millennio l’amministrazione dell’epoca decise di pedonalizzare  consentendo di fatto l’inizio di quella che molti prendendo in prestito un termine spagnolo oggi chiamano “movida”.

Negli anni qualcosa non ha funzionato – prosegue – , quelli che dovevano essere localini graziosi dove poter passare del tempo sorseggiando un cocktail e mangiando qualcosa sono diventati luoghi di assembramento senza regole. Lungi da me attribuire colpe ai gestori dei locali che con mille difficoltà cercano di portare avanti le loro attività, anzi ritengo che essi siano tra le prime vittime di questi tristi episodi della vita notturna, ma da quanto emerge dagli articoli di stampa la mega rissa probabilmente poteva essere evitata se fosse stata rispettata l’ordinanza che impone la chiusura alle 2 di notte. Da troppo tempo ormai i numerosissimi residenti della zona lamentano schiamazzi notturni, musica riprodotta all’esterno dei locali, tavoli e sedie posizionati in aree non concesse, e nonostante i numerosissimi interventi della Polizia Municipale questi fenomeni non accennano a diminuire.

Il centro storico deve tornare ad essere un luogo ospitale – conclude – , un’area dove poter passare delle ore in maniera serena e spensierata, senza la necessità di temere che da un momento all’altro possa scoppiare una rissa che coinvolga anche persone estranee al motivo che l’ha scatenata. Penso all’ansia di quei genitori che passano notti insonni nel sapere i propri figli, ancora adolescenti frequentare quello che dovrebbe essere un luogo sicuro e accogliente».

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